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Scuola, sondaggio tra 3.300 studenti piemontesi: per il 72% la DAD ha conseguenze sulla salute mentale

Presidio davanti alla Regione Piemonte

Hanno portato la loro inchiesta fin davanti all'ingresso del palazzo della Regione Piemonte e hanno affisso le risposte che gli studenti piemontesi gli hanno fornito su un muro simbolico posto tra loro e le istituzioni a simboleggiare la distanza che i ragazzi e le ragazze percepiscono. 

In totale il coordinamento studentesco LaSt ha interrogato più di 3.300 studenti piemontesi ponendo loro domande su didattica a distanza, edilizia scolastica e trasporti. Temi che da sempre sono al centro del dibattito, ma che nell'ultimo anno hanno subito una connotazione ancora maggiore. 

Pensi che la didattica a distanza porterà conseguenze sulla tua salute mentale? Il 72,4% degli studenti ha risposto sì. Ritieni che la tua preparazione venga valutata meglio in DAD? Il 74,9% degli studenti ha risposto no. Prima di rinunciare alla didattica in presenza si sarebbero potute prendere altre misure per riuscire ad affrontarla in sicurezza? Il 77,2% degli studenti ha risposto sì. Ma anche opinioni sui mezzi di trasporto che per il 52,8% degli studenti sono sempre affollati e per il 38% sono spesso affollati, solo il 9% li giudica non troppo affollati. 

"Sono emerse problematiche che hanno portato a un tasso di dispersione scolastica che oggi è al 15%, ma anche la fatiscenza dei luoghi scolastici e che l'80% degli studenti pensa che prima di chiudere le scuole si potesse fare di più", spiega Bianca Chiesa del coordinamento studentesco LaSt. 

"Noi abbiamo contestato la ministra Azzolina, ma soprattutto l'approccio che il nostro Paese ha alla scuola che non viene considerata una prorità", spiega Bianca Chiesa, "Oggi stiamo vivendo l'ennesima situazione di precarietà della scuola che per l'ennesima volta non viene messo al centro. Per noi l'importante è che il prossimo ministro sappia prendere posizioni più radicale e sappia mettere in campo delle politiche e sfruttare le risorse europee per cambiare le cose in maniera strutturale. La scuola è l'unico strumento che il Paese ha per uscire dalla crisi che stiamo vivendo". 

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