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Bar e ristoranti in ginocchio, lo smart working aggrava la crisi: 70% dei clienti in meno

Molte serrande sono rimaste abbassate

Se domandi come sta andando ti sorridono con rassegnazione e ti raccontano tutti la stessa storia. Loro le serrande le sollevano ogni giorno, ma i clienti continuano a essere ancora troppo pochi per garantire l'incasso necessario per pagare le spese e gli stipendi dei propri dipendenti. E la preoccupazione di non riuscire ad andare avanti adesso si fa pressante.

Sono i gestori di bar e ristoranti del centro di Torino. Attività che fino a qualche mese fa lavoravano grazie al passaggio dei turisti e agli impiegati degli uffici, ma che adesso hanno visto una flessione della loro clientela di circa il 70%. Un dato impressionante che se non vedrà una controtendenza a partire dai prossimi giorni potrebbe mettere in crisi un intero settore commerciale. 

"Non ci sono più persone che lavorano dentro gli uffici. Abbiamo dimezzato le colazioni e a pranzo non abbiamo nessuno perché da Regione e Comune non abbiamo più clienti", racconta un barista che ha l'attività in via Pietro Micca. "Le scuole non ci sono, gli uffici non ci sono e il turismo non c'è", racconta un altro titolare, "I costi però sono invariati. Noi siamo preoccupati, ma il problema è che chi ha responsabilità amministrative non si rende minimamente conto. Non capiscono che ad agosto quando si potrà licenziare ci saranno un milione e mezzo di disoccupati". 

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