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Piazza Palazzo di Città, gli accampati aumentano. PD all'attacco: "Invisibili agli occhi di Appendino. Vergognoso"

L'ordine dei medici: "Il Comune trovi una soluzione"

 

È la quarta notte che i senza fissa dimora che sono stati sgomberati dalla struttura umanitaria di piazza D'Armi sono accampati sotto il Comune di Torino. Ogni giorno aumentano le tende montate sotto i portici di piazza Palazzo di Città e l'opposizione in consiglio comunale va all'attacco della sindaca: "Sono diventati invisibili agli occhi di Appendino e Schellino. Una situazione vergognosa. Vergognosa", scrive su facebook Mimmo Carretta, consigliere comunale del Partito Democratico.

La struttura di lunedì, spiega la vicensindaca Schellino durante l'ultimo consiglio comunale, è stata chiusa perché era stata pensata per affrontare l'emergenza freddo: "La domanda è semplice e banalissima: quali sono gli elementi che sono sopraggiunti per fare in modo che non potesse esserci un'altra proroga? Tutto questo in un quadro generale allarmante in cui i dormitori sono stati chiusi o sono saturi a causa di casi di covid che sono stati registrati. Era chiaro che queste cento persone si sarebbero trovati in una situazione di sospensione di ogni forma di assistenza e dignità", continua Carretta.

Intanto dal Comune non arriva nessuna spiegazione: "È da una settimana che ci rincorriamo dietro "stiamo provvedendo" e "stiamo facendo", ma è anche una settimana che questi poveretti bivaccano sotto Palazzo di Città. Avrebbero potuto semplicemente prorogare i termini dell'emergenza umanitaria in piazza D'Armi", continua Carretta. Intanto lunedì ci sarà una nuova richiesta di comunicazioni in aula sempre da parte del Partito Democratico. 

"Queste persone sono diventate invisibili", continua Carretta, "In un quadro generale in cui chi governa la città, a livello nazionale si batte contro la regolarizzazione dei migranti che lavorano nei campi mi sembra che manchi quella sensibilità che ci porti a risolvere drammi di questo tipo che sono sotto gli occhi di tutti". 

Intanto la questione è stata affrontata durante l'ultima seduta del Comitato per l'ordine e la sicurezza in Prefettura. Gli avvocati del legal team che stanno seguendo la vicenda quotidianamente si confrontano con gli occupanti e hanno aperto un'interlocuzione con le istituzioni per trovare una soluzione a questa situazione. 

Il Comune in mattinata - venerdì 8 maggio - ha fatto sapere che "per due persone che lunedì mattina avevano lasciato il loro nominativo a forze dell’ordine, polizia municipale e funzionari comunali, sono state completate le verifiche documentali e ora possono essere inserite nei percorsi SIPROIMI (Sistema di protezione per titolari di protezione internazionale e per minori stranieri non accompagnati) a loro proposti. Queste soluzioni si aggiungono a quelle già trovate nei giorni scorsi per 4 uomini e 3 donne". A dichiararlo è la vicensindaca della Città di Torino, Sonia Schellino. Le persone che hanno dovuto lasciare la struttura umanitaria di piazza D'Armi sono un centinaio. Tra questi molti sono sprovvisti di documenti in quanto senza lavoro e senza dimora. 

Dalla Prefettura fanno sapere che è stata esaminata la posizione di 17 persone provenienti dal ricovero di Piazza d’Armi che stazionano in piazza Palazzo di Città grazie a un'attività preliminare della Questura. Oltre alle due persone per le quali il Comune di Torino ha annunciato di essersi attivato per l'individuazione di una sistemazione in strutture di accoglienza, sono state verificate le altre posizioni: per nove persone sussistono i requisiti e i presupposti per provvedere a soluzioni di accoglienza; per le altre sei persone non è stato riscontrato il possesso dei requisiti richiesti ai fini dell’accoglienza.

Un problema non solo di carattere umanitario, ma anche di carattere sanitario come spiega l'ordine dei medici di Torino:

"È evidente come questa situazione, già problematica in ogni caso, durante l’attuale periodo di emergenza possa potenzialmente diventare un pericolo sia per la salute di queste persone, che per tutti i cittadini. Come Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Torino sollecitiamo il Comune a intervenire per trovare una soluzione. Occorre che queste persone vengano immediatamente prese in carico e che vengano verificate le loro condizioni di salute, in modo da scongiurare ulteriori rischi sanitari".
 

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