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Il centro ferito dopo la guerriglia: che cosa è successo | VIDEO

Le immagini della devastazione

 

Non si dica che erano commercianti, ristoratori, tassisti e più in generale lavoratori piegati dalla crisi economica. Quelli che ieri hanno devastato il centro di Torino lanciando bombe carta, bottiglie di vetro e sfasciando vetrine erano avvezzi allo scontro di piazza. Chi invece voleva manifestare pacificamente rivendicando i propri diritti era in piazza Vittorio Veneto dove non è volato nemmeno un foglietto di carta. 

La folle serata torinese inizia poco prima delle 20 quando in piazza Castello arrivano i rappresentanti della manifestazione di piazza Vittorio che vengono ricevuti da Maurizio Marrone, assessore della Regione Piemonte in capo a Fratelli d'Italia. "Fratelli d'Italia non organizza manifestazioni, ma critica il dpcm", fanno sapere dal suo staff precisando che i manifestanti che verranno incontrati sono quelli che hanno avuto l'autorizzazione per manifestare. Gli altri no. 

Gli altri appunto. Chi sono i manifestanti di piazza Castello? In piazza all'inizio della serata sono al massimo un paio di centinaia di cittadini, ma il delirio inizia quando da via Roma arriva un gruppo di manifestanti a volto coperto, vestiti di nero e con caschi. Da quel momento cominciano ad arrivare alla spicciolata da ogni direzione e si accende lo scontro. 

La polizia si schiera con le spalle a Palazzo Madama, cominciano a volare bombe carta e bottiglie. I manifestanti vengono dispersi e si spargono per le vie del centro dove danno vita a una vera e propria guerriglia urbana. Vetrine rotte e fuochi d'artificio lanciati ad altezza d'uomo. La polizia risponde con i lacrimogeni. I cittadini che erano accorsi alla manifestazione di piazza Castello si dividono: qualcuno va via, altri rimangono ai margini e incitano la guerriglia. 

Intanto l'accesso a Piazza Vittorio è sbarrato da carabinieri e polizia. L'altra manifestazione prosegue fino alle 22.30 quando si scioglie e i manifestanti alla spicciolata se ne vanno a casa, passando in messo ai cocci di una Torino ferita. Oggi si conteranno i danni. 

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