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Domenica, 23 Giugno 2024

Torino, protesta dei lavoratori della vigilanza: "Lavoriamo 250 ore al mese per 1.100 euro"

Chiedono il rinnovo del contratto collettivo nazionale

Sono scesi in strada anche a Torino i lavoratori della vigilanza privata che da sette anni non si vedono rinnovato il contratto collettivo nazionale che è scaduto. In Italia sono migliaia gli addetti ai servizi fiduciari e di vigilanza. Cgil, Cisl e Uil denunciano condizioni salariali non dignitose per i lavoratori di questo comparto: "Per portare a casa 1.100 euro bisogna lavorare 250 ore al mese". Per questo motivo oggi hanno manifestato davanti la sede dell'associazione nazionale istituti di vigilanza in corso Vittorio Emanuele 80. 

"Già partiamo con stipendi da 950 euro lordi al mese, in una situazione di inflazione terribile vuol dire ridurre la gente che va a lavorare povera", spiega Manuel Molteni, vigilante servizi fiduciari e Rsu Filcams Cgil, "I servizi in appalto sono precari di natura, un domani potremo non avere più il contratto nazionale rinnovato. Vogliamo un contratto nazionale dignitoso". 

Gianni Pezzetta, segretario generale Uiltucs Piemonte, continua: "Siamo arrivati a sei anni e mezzo di contratto non rinnovato e quello che era in vigore era stato firmato nel 2004. Ci sono lavoratori del comparto che arrivano a fatica ai mille euro lordi al mese e le guardie armate li superano di poco. Ma oltre ai salari inadeguati, anche le nuove tecnologie non sono comprese nelle regole ed è difficile trovare persone che vengano a lavorare per queste cifre".

"Siamo qui a scioperare per il rinnovo del contratto di lavoro che è scaduto da più di 70 mesi e che ha bisogno di essere rinnovato anche per questi lavoratori che sono rimasti in prima linea sotto l’emergenza Covid. Chiediamo alle istituzioni di ascoltarci e darci una mano per porre fine a questo calvario. I lavoratori non possono più vivere con retribuzioni basse. Non ce la fanno più”: così Fabio Cassano, responsabile della Fisascat Cisl regionale della vigilanza privata.

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