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Stop al rinnovo del contratto, lavoratori in sciopero: "Confindustria ci ha chiesto soldi indietro"

 

Hanno incrociato le braccia per l'intero turno di lavoro. Sono i lavoratori torinesi, piemontesi e di tutta Italia del settore Energia e Petrolio che questa mattina - giovedì 4 luglio - hanno presidiato l'ingresso di Eni gas e luce a Torino di via Nizza 150. 

Alla base della loro protesta lo stop improvviso delle trattative per il rinnovo del contratto di lavoro: "L'azione si è resa indispensabile per respingere le pretese ingiustificate delle controparti datoriali, tese a confutare il modello contrattuale e le condizioni previste in materia" - dicono i sindacati. Il confronto tra CIGL-CISL-UIL e Confindustria Energia va avanti da sei mesi. 

Confindustria Energia, dicono i sindacati, punta "a un'ingiustificabile riduzione del salario di riferimento", proponendo un "contenuto aumento economico, assolutamente non in linea con i più che positivi e consolidati andamenti economici delle aziende del settore". Si intravede, dunque, anche "un tentativo di condizionare negativamente pure i futuri rinnovi contrattuali". "Confindustria ha chiesto soldi indietro ai lavoratori" - ha aggiunto Claudio Allamano della Filtem CGIL Piemonte. 

In Piemonte i lavoratori coinvolti sono oltre 600, ma la protesta coinvolge il settore in tutta Italia. Anche le raffinerie hanno aderito allo sciopero riducendo al minimo il livello di produzione. 

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