Salone del Libro, Lagioia: "È il più forte di sempre, noi lo abbiamo salvato tre volte"

Si tratta dell'ultima edizione sotto la guida di Nicola Lagioia

"I miei anni al Salone sono stati anni di continua emergenza perché ci siamo trovati a salvarlo tre volte", a dirlo è Nicola Lagioia, il direttore di quella che può essere considerata l'era più turbolenta della manifestazione editoriale torinese. Sin dal suo primo anno Lagioia ha dovuto affrontare ostacoli ripetuti che oggi, nel 2022, può definire come battaglie vinte che hanno rafforzato il gioiello torinese: "Quando ho assunto questo ruolo c'era la disfida con Milano, poi l'anno dopo è fallita la fondazione che lo organizzava e infine la terza volta lo abbiamo salvato dalla pandemia che per gli eventi culturali è stata terrificante". 

Eventi turbolenti e traumatici che hanno reso il Salone ancora più forte: "Adesso ci troviamo ad avere il Salone con più spazio occupato in assoluto, con più ospiti internazionali e con più eventi, lo rende il Salone più forte di sempre. Lasciare la manifestazione nel maggio del 2023 molto più forte e solida di come l'ho trovata è un motivo di orgoglio che lo sarebbe per chiunque". 

Cosa le ha dato la città in questi anni? "Torino mi ha dato tanto. Ho sentito l'affetto di tante persone sin dal primo anno, dal maggio del 2017, quando venne una folla enrome a occupare il Lingotto. Una manifestazione di affetto verso il Salone e chi lo ha organizzato. Io sarò sempre grato alla città". 

Le mancherà il Salone? "Il Salone non so se mi mancherà, rimarrà sempre là e io potrò venire a visitarlo in maniera molto più leggera. Adesso c'è una certa tensione, il fatto di venirci da visitatore o autore sapendo che i mattoni sui quali si regge portano il mio contributo sarà motivo di felicità e orgoglio".

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