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Il dramma delle RSA arriva in Regione: un terzo degli ospiti è stato ucciso dal Coronavirus

Protesta dei lavoratori davanti alla Regione Piemonte

 

Il bilancio è drammatico: nelle 730 circa RSA presenti in Piemonte un terzo degli ospiti complessivi è deceduto a causa del coronavirus e il 30% degli operatori sanitari è stato contagiato dal virus. Lavoratori che, nonostante siano stati in prima linea come medici e infermieri delle strutture pubbliche, non riceveranno alcun riconoscimento economico aggiuntivo. 

"A loro non è riconosciuta alcuna indennità aggiuntiva a differenza dei lavoratori della sanità pubblica. Molti di loro non vedranno neppure l'incremento previsto dal contratto collettivo nazionale", racconta Elena Palumbo, della Funzione Pubblica CGIL Piemonte che poi aggiunge, "Nelle RSA la fase 2 non è ancora cominciata, siamo ancora nella fase dell'emergenza". 

Per tutti questi motivi oggi, venerdì 29 maggio, questi lavoratori hanno manifestato in Piazza Castello davanti al palazzo della Regione Piemonte. In mattinata una manifestazione analoga era stata tenuta davanti all'ospedale civico di Settimo Torinese. 

Emergenza che, denuncia Luigi Gambale, segretario generale UILTUCS UIL Piemonte, nelle RSA è stata ancora più grave a causa delle scelte delle istituzioni che hanno consentito a pazienti positivi al Covid19 di essere ricoverati dentro le case di riposo mettendo in pericolo la vita di molti anziani. 

I numeri a oggi tracciano un bilancio agghiacciante: "Un terzo degli ospiti complessivi è deceduto a causa del coronavirus. Numeri impressionanti ed elevatissimi che comunque sono sottostimati. Inizialmente infatti non veniva effettuato il tampone alle persone e dunque non venivano calcolati come decessi da Covid". 

"Anche oggi purtroppo ci sono strutture nella città metropolitana e nella prima struttura che non hanno avuto la possibilità di effettuare il tampone", denuncia Luigi Gambale, segretario generale UILTUCS UIL Piemonte. 

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