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Caso Ream: sindaca assolta per l'abuso di ufficio, condannata per il falso. Appendino: "Concludo il mandato"

La sindaca si è autosospesa dal Movimento 5 Stelle

 

Chiara Appendino potrà rimanere alla guida del Comune di Torino fino alla fine della legislatura. La sindaca è infatti stata assolta dall’accusa di abuso d’ufficio, reato per il quale, in caso di condanna, sarebbe decaduta in virtù degli effetti della legge Severino. 

L'accusa - nei confronti della sindaca, dell’assessore al Bilancio, Sergio Rolando, e di Paolo Giordana, suo ex collaboratore - era di avere garantito l'equilibrio del bilancio 2016 attraverso un falso contabile, ossia conteggiando un credito di 19,7 milioni ottenuto dall’aggiudicazione dell’area ex Westinghouse ad Amteco Maiora, ma non il corrispettivo debito di cinque milioni, da restituire alla Ream (somma che è stata poi saldata nel 2018), tra l'altro col parere contrario dei revisori dei conti.

La prima cittadina è invece stata condannata a sei mesi per il reato di falso in atto pubblico; condannato a sei mesi sempre per falso l'assessore al Bilancio, Sergio Rolando; otto mesi per l'ex collaboratore Paolo Giordana. 

"Abbiamo tre reati su quattro sui quali siamo stati assolti perché non sussiste il fatto. È particolarmente significativa la motivazione. Rimane in piedi un capo d'accusa che riguarda il falso del 2016 su cui leggeremo le motivazioni, ma io sono ancora profondamente convinta di aver fatto tutto nell'interesse dell'ente, per cui ricorreremo. Per quanto mi riguarda porterò a termine il mio mandato da sindaca e come previsto dal comdice etico mi autosospendo dal Movimento 5 Stelle", ha dichiarato la sindaca Appendino al termine dell'udienza. 

Sulla rincandidatura non ha sciolto i nodi. 

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