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Tre rapinatori assaltano il supermercato armati di pistola: tra loro il responsabile di una vecchia strage

Arrestati subito dopo il colpo

 

Hanno tentato l'assalto al supermercato Lidl di strada Altessano nella serata di ieri, mercoledì 11 dicembre 2019, ma sono stati immediatamente bloccati e arrestati dagli agenti della sezione antirapina della squadra mobile.

A finire nei guai sono stati tre italiani, due 61enni e un 25enne, tutti con una lunga lista di precedenti. Uno dei due anziani è Aldo Arnone, vecchia conoscenza delle forze dell'ordine soprattutto per avere preso parte, il 21 dicembre 1982, all'incendio doloso dello stabile di via Tonello 5, con il conseguente crollo della palazzina, in cui morirono sette persone. Si valutano le loro responsabilità in altri colpi avvenuti in città con modalità analoghe.

I tre sono entrati in azione poco prima delle 20. Due hanno fatto irruzione nel supermercato indossando caschi integrali da motociclista, il terzo è rimasto ad aspettarli in auto poco distante. Qui sono stati sorpresi, subito dopo avere messo a segno la rapina. Avevano una pistola pronta a fare fuoco, con caricatore pieno di cinque proiettili. Da accertamenti, è poi emerso che l’arma era stata rubata in un appartamento nel Canavese.

I poliziotti hanno anche recuperato la refurtiva della rapina: più di mille euro circa in contanti.

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La strage di via Tonello

La sera del 21 dicembre 1982 i fratelli Aldo e Roberto Arnone, Pino D’Amuri e altri appiccarono il fuoco nello stabile di via Tonello 5 allo scopo di frodare l'assicurazione. L'incendio provocò uno scoppio violentissimo che fece crollare il palazzo. Sette persone morirono e diverse altre restarono ferite.

Aldo Arnone confessò il delitto dicendo: "Sono stato io, con il mio accendino, ad appiccare il fuoco che ha poi provocato lo scoppio. Ci ho messo tutti questi mesi per fare chiarezza dentro di me, ma il peso di sette morti è troppo da sopportare. Quella sera arrivai in via Tonello intorno alle 23, sapevo bene cosa dovevo fare. Avevo fatto un sopralluogo nel pomeriggio precedente. Con il mio accendino diedi fuoco a un liquido infiammabile già versato sotto la porta del retrobottega del minimarket. Poi i miei ricordi sono confusi. Ci fu lo scoppio. Fui scagliato in mezzo al cortile".

D'Amuri, poi suicida nel carcere di Cuneo, aveva organizzato l'incendio per truffare l'assicurazione. Sarebbe stato lui a versare il liquido infiammabile. Tra gli accusati vi era anche Eliseo Decubellis, titolare del minimarket assieme a D'Amuri.

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