Torino eco-incompatibile? Se giri a piedi ci vogliono 40 minuti per smaltire correttamente un imballaggio in plastica

La nostra proposta: ogni tre bidoni della spazzatura indifferenziata, uno per la raccolta di carta, plastica e vetro

Ai tempi del lockdown il caffè non è più in tazza di vetro, ma è servito d'asporto dentro un bicchierino di carta. Così come il panino venduto dal bar e da consumarsi a distanza di sicurezza, è avvolto da uno strato di carta, consegnato dentro un sacchetto di carta, con almeno due tovaglioni di carta. È l'insalata d'asporto? Spesso viene consegnata dentro imballaggi di plastica accompagnata da posate di plastica. Rifiuti che, prima che le attività commerciali fossero costrette a servire solo cibi e bevande d'asporto, venivano smaltiti nella stragrande maggioranza dei casi dai gestori dei locali. 

Sì, perché il caffè si beveva in tazza di vetro; il panino spesso lo si mangiava al bar, così come l'insalata, il piatto di pasta o la bistecca. Il lockdown da zona rossa si porta con sè come conseguenza una crescita vistosa di produzione di rifiuti che non sempre possono essere smaltiti in modo corretto. 

"Ok, ma c'è meno gente in giro", qualcuno obietterà. Vero, ma è vero anche che i lavoratori ci sono ancora e molti di questi passavano le loro pause pranzo in trattoria, al ristorante o si mangiavano una piazza. Oggi consumano panini, toast o comunque cibi d'asporto. E producono rifiuti. Il punto però non è neppure questo. 

A Torino, una città che dice di essere attenta all'ambiente, ai cambiamenti climatici e all'eco-compatibilità, saltà vistosamente all'occhio l'impossibilità di differenziare i rifiuti per chi si trova a passeggiare per strada e volesse farlo. L'esempio concreto per spiegare la cosa è quel che mi è capitato l'altro giorno. Mi sono trovato con in mano un imballaggio in plastica e per smaltirlo in modo corretto ho dovuto percorrere un chilometro e mezzo e ho dovuto attendere 40 minuti. 

Stesso problema che ho avuto il giorno prima quando ho consumato un panino al volo per pranzo producendo rifiuti di carta a non finire. Rifiuti che avrei dovuto gettare nel bidone per l'indifferenziata, come chiunque si trovi a produrre rifiuti per strada a Torino. In città infatti non esiste la possibilità di differenziare i rifiuti per un pedone. Cosa che invece non avviene nelle stazioni ferroviarie. 

La proposta

Ecco così che nasce una piccola proposta che ci permettiamo di avanzare alle autorità competenti, tra cui il Comune: ogni tre bidoni della spazzatura indifferenziata, aggiungetene uno per la raccolta di carta, plastica e vetro. Si tratterebbe di un piccolo investimento di prospettiva perché presto le vie di Torino torneranno a pullulare di turisti, lavoratori, studenti e semplici perditempo e quel giorno la città dovrà farsi trovare pronta per la sfida dell'eco-compatibilità. Incrementiamo la raccolta differenziata pedonale. 

Dal Comune

Dal Comune ci fanno sapere che in via Porta Palatina ci sono quattro bidoncini dentro i quali si possono buttare carta, vetro e plastica. Ne prendiamo atto, ma - ribadendo che non abbiamo alcun intento polemico - il problema rimane, come ribadiamo la nostra proposta. Ogni tre bidoni dell'indifferenziata (quelli dedicati ai rifiuti prodotti dai pedoni tanto per intendersi), ne venga posto uno per la raccolta differenziata. Questo perché, tolto il fatto che turisti e cittadini non sono tenuti a conoscere la mappa delle isole ecologiche di Torino, i pedoni nella stragrande maggioranza dei casi non hanno possibilità di differenziare i rifiuti che producono. 

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