Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

"Dentro la scuola abbiamo paura", la protesta degli studenti dopo l'ennesimo crollo

 

"Abbiamo paura dentro queste mura". È questo il messaggio che gli studenti dell'Istituto professionale Colombatto di Torino hanno voluto lanciare questa mattina presidiando per un'ora l'ingresso della scuola. La protesta nasce dall'esasperazione. L'ultimo fatto lunedì scorso, il 14 gennaio, quando una finestra in seguito a una folata di vento si è scardinata e ha colpito una studentessa sulla spalla. 

"Da prima delle vacanze di natale ci sono lavori dentro l'istituto e sono state chiuse aule, ma dove adesso le cose dovrebbero essere a posto continuano a esserci problemi strutturali" - ci dice Sara, una studentessa in presidio. Oltre al cedimento strutturale e alle tapparelle rotte, lunedì il quarto e quinto piano della scuola sono stati senza riscaldamento per l'intera giornata. 

"Ieri si è rotta una finestra aprendola. I termosifoni sono rotti. Da inizio anno abbiamo fatto poca palestra perché è fredda" - a dirlo è un altro studente, Davide. "I soffitti crollano. Sono stati riparati con delle reti. Tanti bagni non hanno porte, serrature e maniglie. I lavandini sono rotti. Il decreto sicurezza di Salvini prevede l'installazione di telecamere all'interno degli istituti per controllare lo spaccio. Credo che i soldi dovrebbero essere utilizzati per la vera sicurezza: sistemare porte, soffitti e finestre" - racconta Nicole, un'altra studentessa. 

Sì, perché gli studenti hanno voluto anche puntare il dito sul fatto che il Colombatto ha aderito al Decreto Scuole Sicure e al fatto che secondo loro la vera sicurezza dovrebbe essere quella contro i crolli strutturali. 

Potrebbe Interessarti

Torna su
TorinoToday è in caricamento