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A Torino dilaga la protesta contro la didattica a distanza, gli studenti: "Azzolina chiami pure noi"

Manifestazione davanti al Gioberti

 

"Saremmo molto felici se la ministra ci telefonasse perché avremmo molte molte cose da dirle e potrebbe darci qualche risposta rispetto ai dubbi che abbiamo", a dirlo è Alessandro Del Giglio, rappresentante d'Istituto del Liceo Gioberti, che a pari della piccola Anita - ma con meno clamore mediatico - da quando le scuole superiori sono state chiuse ha cominciato a seguire lezione a distanza dai gradini dell'istituto superiore che frequenta. 

All'inizio erano in due, ma con il passare dei giorni i ragazzi che hanno seguito il suo esempio sono aumentati e questa mattina, venersì 13 novembre, erano già una decina. "Siamo delusi dal comportamento del Governo, del ministero dell'Istruzione e dei Trasporti. Questa estate è stato fatto poco o niente. Secondo noi si sarebbero potute fare tante cose tra cui quel che avevano promesso come gli interventi di piccola edilizia, il cambio degli infissi all'interno delle classi, nei bagni. Noi in succursale abbiamo dei piani con due bagni per 180 studentesse", racconta Alessandro. 

"Noi siamo qui per dimostrare che gli studenti vogliono tornare a scuola, ma non senza sicurezza. Noi vogliamo la sicurezza dentro e fuori dalle scuole, vogliamo più sicurezza sui mezzi di trasporto, per le strade, vorremmo orari scaglionati e più impegno da parte dei ministeri competenti per cercare di trovare una soluzione. La soluzione non è lasciarci a casa in un letto tutto il giorno", spiega Alessandro. 

"Alcuni non hanno i dispositivi adatti per studiare. Molti aspettano ancora i computer da parte della scuola per riuscire a non seguire la lezione da uno schermo. Alcuni non hanno la connessione e usano i dati del telefono che magari finiscono prima della fine del mese e a un certo punto non si possono più collegare", conclude Alessandro che chiosa così, "Manca comunque il fattore umano che nessuna rete wi fi potrà dare". 

Da oggi in Italia è partita una iniziativa che si chiama 'Schools for Future - A scuola con Anita': gli studenti sono invitati a seguire un'ora di lezione davanti ai propri istituti scolastici. 

Liceo Gioberti, le precisazioni della dirigente Miriam Pescatore: “Risulta non rispondente al vero l’attesa, non soddisfatta da parte della scuola, di dispositivi digitali per la DAD ad uso degli studenti del Liceo che ne siano sprovvisti: l’Istituto ha condotto un’attività di ricognizione capillare fra gli allievi delle necessità di connettività e devices, ha provveduto con tempestività a soddisfare le richieste pervenute e continua a provvedere ove necessario. Il Liceo Gioberti ha deliberato in Collegio docenti, a fine ottobre, un Piano per la Didattica Digitale Integrata ben articolato e condiviso fra tutte le componenti della realtà scolastica, monitorato costantemente e ridefinito in base agli esiti delle osservazioni stesse; ha riprogettato l’attività didattica secondo la nuova impostazione di insegnamento – apprendimento e continua a investire nella formazione dei docenti sulle tecnologie e le nuove metodologie didattiche”.

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