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Scuola, precari in piazza contro la ministra Azzolina: "Le scuole rischiano di diventare le nuove RSA"

"Una follia proporre un concorso con questa situazione pandemica"

 

"Azzolina Lucia, fallo tu il concorso in Pandemia", recita così lo striscione che reggono tra le mani due insegnanti precarie della scuola piemontese. Sono in Piazza Castello, davanti all'ingresso della Prefettura di Torino e protestano perché sono prima di tutto preoccupate. 

La loro paura è che la scuola possa diventare in questa seconda ondata del covid quello che le RSA sono state nei mesi scorsi: un luogo dentro il quale il contagio si diffonde senza alcun freno. Alla base di questo angosciante timore ci sono due fattori: il concorso della scuola che dovrebbe prendere il via il prossimo 22 ottobre e la disorganizzazione che ci sarebbe nel controllare il livello di sicurezza all'interno degli istituti scolastici. 

"L'assurdità è che la ministra vuole svolgere la prova concorsuale in piena pandemia. Questo avrà due effetti collaterali: molta gente dovrà spostarsi tra regione e regione per poter fare le prove; il secondo effetto è che questi precari attualmente sono in cattedra e lasceranno le cattedre scoperte durante il concorso", spiega Massimiliano Rebuffo della FLC CGIL. Saranno infatti circa 65.000 gli insegnanti precari che in tutta Italia dovranno affrontare il concorso, persone che si sposteranno sul territorio nazionale utilizzando mezzi di trasporto pubblici in un momento in cui i contagi continuano ad aumentare. 

Il secondo motivo di preoccupazione è la fragilità del sistema di controllo della sicurezza da covid nel settore scolastico. Su questo tema questa mattina, mercoledì 14 ottobre, hanno lanciato un appello al presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, nel quale si legge: "L’incertezza e la scarsa chiarezza che regnano nelle scuole riguardo ai problemi procedurali, organizzativi e contrattuali per la gestione dei casi COVID devono essere colmate con indicazioni univoche, chiare e certe per tutto il Piemonte. Occorre avere presente che le ASL non si comportano in modo univoco, che in molti casi i contatti di riferimento presso le ASL non sono reperibili e che si danno per scontati dei passaggi che il contratto scuola non prevede", segnalano i sindacati.

"Ci sembra che in un momento come questo lo svolgimento di un concorso sia l'ultima cosa a cui pensare", spiega Teresa Olivieri, segretaria generale Cisl Scuola Torino-Canavese, "In questo periodo si sta verificando un incremento dei casi di positività all'interno delle scuole, noi non possiamo pensare che la scuola possa diventare come sono state le RSA nella passata primavera. Rischiamo che questo si verifichi". 

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