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Vive su una panchina davanti al carcere, la protesta della ragazza che vuole tornare dietro le sbarre

 

È una storia di ordinaria disperazione quella della 24enne nigeriana che da venerdì scorso, il 21 giugno, vive su una panchina davanti al carcere Lorusso e Cutugno di Torino. Si chiama Ose Mwegie Joy. Con sé, ha soltanto una valigia e gli abiti che indossa. 

Non parla. Non da alcuna risposta anche a chi cerca di darle una mano chiedendole se ha bisogno di qualcosa. Rimane lì, per la maggior parte del tempo, stesa sulla panchina con un telo leggero a coprirle il viso. 

La storia. La donna viene fermata dentro la stazione di Torino Porta Susa dopo essere stata respinta dalla Francia. I militari l'arrestano per resistenza. Rimarrà in carcere pochissimo tempo e poi verrà liberata, ma lei dietro quelle sbarre vuole tornare. 

È per questo che inizia la sua protesta e da venerdì la sua vita ruota attorno a quella panchina che molto probabilmente è il posto più sicuro nel quale lei possa immaginare di stare. Fortunatamente non è sola perché volontari, polizia penitenziaria e addetti del carcere le stanno cercando di dare una mano, magari portandole qualcosa da mangiare. 

Una storia che racconta tanto, soprattutto nelle parole che la ragazza non ha mai pronunciato. Chissà cosa ha visto, vissuto e sofferto per essere così decisa nel voler tornare dietro le sbarre. 
 

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