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Universitari contro i test di ingresso a medicina: "La pandemia lo ha dimostrato, il numero chiuso va abrogato”

La protesta in 25 città italiane. Giovani Comunisti contro il numero chiuso all'Università: "È classista. Istruzione e sanità universale e accessibile"

 

"La pandemia lo ha dimostrato, anche il numero chiuso va abrogarto", è questo il motto che i ragazzi e le ragazze del Fronte della Gioventù Comunista hanno scandito davanti all'ingresso del Lingotto Fiere questa mattina, giovedì 3 settembre, in occasione della nuova sessione di test di sbarramento per la facoltà universitaria di medicina. Una protesta che è andata in scena in 25 città italiane. 

“Vogliamo che il test a numero chiuso venga abrogato, continueremo a lottare per l’istruzione e una sanità universale e accessibile", spiega Gabriele Lisarelli, responsabile università del Fronte Gioventù Comunista. Per loro il numero chiuso rappresenta soprattutto uno sbarramento di classe perché non tutti gli studenti hanno la possibilità di spendere per prepararsi in modo adeguato. 

"È una questione di classe per la disparità tra i ragazzi che vogliono accedere e passare i test: chi si è potuto pagare i corsi di formazione prima del test e chi non è nella condizione, soprattutto quest’anno”, continua Lisarelli che poi si concentra sui tagli al sistema sanitario nazionale che sono stati apportati negli anni. 

Secondo i Giovani Comunisti, soprattutto in un momento come questo dove è emersa la necessità di avere personale sanitario specializzato, è emersa la necessità di rendere accessibile a tutti la formazione e l'accesso al lavoro. 

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