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Mercoledì, 26 Gennaio 2022

Dipendenti dell'Agenzia delle Entrate in rivolta: in 300 protestano contro i ritardi nei pagamenti

Tre anni di attesa per ricevere il salario accessorio, un continuo decremento delle risorse disponibili, nonostante l'incremento dei carichi di lavoro ulteriormente aumentati a causa della diminuzione del personale dovuta al blocco delle assunzioni; fallimento del tentativo obbligatorio di conciliazione. Sono queste le principali motivazioni che hanno indotto i lavoratori dell'Agenzia delle Entrate a proclamare lo sciopero generale nazionale che si terrà domani - martedì 2 aprile. 

Questa mattina però hanno voluto dare un primo assaggio della protesta organizzando un presidio davanti alla sede dell'Agenzia delle Entrate di corso Vinzaglio. In totale erano circa 300 lavoratori che sono arrivati da tutta la provincia di Torino. 

Il salario accessorio dei lavoratori dell'Agenzia deriva da una convenzione sottoscritta ogni anno con il Ministero dell'Economia. Nella convenzione rientrano molti obiettivi, tra cui i servizi erogati ai contribuenti allo sportello, l'assistenza telematica con i canali dedicati anche ai consulenti, le vittorie in contenzioso, i rimborsi erogati, i maggiori versamenti da adempimento spontaneo dopo sollecito dell'Agenzia e le somme oggetto di recupero dalla lotta all'evasione. 

Un lavoro da parte di questi dipendenti che ha portato al raddoppiato degli incassi da recupero dell’evasione, così come ha raddoppiato in termini numerici i servizi e i rimborsi erogati, diminuendo i tempi di attesa. Nonostante ciò però sono tre anni che non viene riconosciuto a questi lavoratori il salario accessorio. 

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