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Crolla la produzione di automobili. L'allarme del sindacato: "Stiamo perdendo la più grossa industria di Torino"

"Chi nega la crisi parli con gli operai che mangiano grazie ad ARCI"

 

È leggendo i numeri della produzione di automobili a Torino che si capisce la portata del grido di allarme che la FIOM ha lanciato alla vigilia della quindicesima edizione della propria festa annuale. Un momento di confronto che, nonostante il coronavirus, il sindacato ha deciso di mantenere: "Sarà una festa in formato ridotto, ma non abbiamo voluto arrenderci al covid", spiega Edi Lazzi, il segretario provinciale dei metalmeccanici torinesi. La festa in realtà sarà un singolo evento che si terrà domani mattina, martedì 8 settembre, a partire dalle 10.00 a Beinasco alla bocciofila Marletti.

Lazzi rivendica a forza il ruolo dei metalmeccanici in questa fase delicata per la città, ma allo stesso tempo punta il dito contro tutta la classe dirigente torinese. A cominciare dalle Istituzioni fino ad arrivare ai rappresentanti degli industriali. "È stato un anno impegnativo e noi continuiamo a essere preoccupati. La classe dirigente di questa città dovrebbe cominciare a dipingere la realtà per quello che è e non per quello che vorrebbe fosse". 

Crisi che è cristallina se si guardano i numeri. FCA a Torino fino alla fine di agosto di quest'anno ha prodotto solamente 7.995 automobili, di cui 5.464 a Mirafiori e 2.531 alla Maserati. Numeri bassi, troppo bassi per garantire occupazione per tutti gli operai. Infatti nel 2020 su un totale di 170 giorni lavorabili ne sono stati lavorati solamente 52. 

"Sono passati dieci anni dal famoso referendum di Mirafiori", racconta Edi Lazzi, "Noi all'epoca non firmammo e forse non avevamo torto. Il risultato di quel referendum è che siamo passati dalle 120.000 automobili prodotte del 2010 alle 8.000 di quest'anno". Nel 2006 solo a Mirafiori si producevano 218.000 automobili.

È l'Italia che non corre, perché il settore automobilistico in Europa e nel mondo sembra andare a passo spedito. Concorrenti come Germania, Regno Unito e Spagna negli ultimi dodici anni hanno mantenuto i livelli di produttività: i tedeschi 12 anni fa producevano oltre 5.000.000 di automobili e non hanno avuto una flessione, gli inglesi sono assestati sul milione e mezzo, gli spagnoli continuano a superare i 2 milioni; calo invece per i francesi che dodici anni fa producevano due milioni e mezzo di vetture, mentre adesso ne producono un milione e settecentomila. E l'Italia? L'Italia ne produce 670.000. 

"Rischiamo di perdere l'industria più importante della città perché i livelli di produzione sono troppo bassi. Bisogna avere un progetto per la città. Io penso che si possa ragionare anche su mercati alternativi, ma è una sciocchezza pensare che Torino possa vivere sul turismo e sulla cultura. Si possono migliorare quei settori, ma Torino non sarà mai Firenze o Roma. La nostra è una città industriale", spiega Edi Lazzi. 

"C'è chi nega addirittura la crisi di questa città. A me piacerebbe far parlare questi soggetti con quei lavoratori che hanno perso il posto di lavoro e adesso sono costretti ad andare all'ARCI per chiedere il cibo", conclude il segretario provinciale della FIOM. 

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