Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Appendino torna in tribunale per i fatti di Piazza San Carlo: "Il dolore è ancora vivo"

50 giorni fa la sentenza sul caso Ream

 

A 50 giorni di distanza dalla sentenza sul caso Ream che le ha precluso la possibilità di ricandidarsi a sindaco di Torino, Chiara Appendino è tornata dentro un'aula del Tribunale di Torino. O meglio, dentro l'aula magna del Tribunale dove questa mattina, mercoledì 11 novembre, si è tenuta l'udienza relativa alla tragedia di Piazza San Carlo in rito abbreviato. 

La sindaca è accusata di omicidio colposo, disastro e lesioni. Stessa accusa per l'ex questore Angelo Sanna, l'ex capo di gabinetto, Paolo Giordana, l'ex presidente di Turismo Torino, Maurizio Montagnese e per l'architetto, Enrico Bertoletti. I fatti risalgono alle sera del 3 giugno 2017 quando venne montato in Piazza San Carlo un maxi schermo in occasione della finale di Champions League giocata dalla Juventus contro il Real Madrid. Rimasero ferite oltre 1.500 persone. 

Questa mattina gli imputati hanno rilasciato delle dichiarazioni spontanee e depositato memorie scritte. La sindaca Appendino, che non ha voluto parlare con i giornalisti, ha poi divulgato una nota nella quale ha commentato: “Il dolore per quanto accaduto quella notte è ancora vivo e lo porto con me. E lo porta con sé non solo ogni persona direttamente coinvolta, con i suoi famigliari, ma un’intera comunità. In quel dolore, tuttavia, Torino è stata capace di unirsi, di stringersi attorno alle persone che erano in quella piazza e di darsi la forza per andare avanti. Essere qui, oggi, per far luce sui fatti, ricercare la verità, definire ogni responsabilità,  credo sia il modo migliore per restituire alla nostra comunità quanto ad essa dovuto dalle Istituzioni“.

Vittime di quella tragica sera sono Erika Pioletti, morta dodici giorni dopo la tragedia, e Marisa Amato che venne travolta dalla folla e rimase paralizzata, la donna è morta il 25 gennaio del 2019. 

Caterina Biafora, avvocato che rappresenta le parti civili, ha commentato: "Rimane l'ultimo punto che riguarda l'unica persona che era viva e che è morta durante il procedimento per stabilire se ci sono i presupposti per un omicidio colposo o una lesione colposa". L'udienza è stata rinviata al 20 novembre. 

Potrebbe Interessarti

Torna su
TorinoToday è in caricamento