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Giovedì, 27 Gennaio 2022

L'ombra del covid si abbatte sui saldi, primo giorno senza il botto: "Avrebbero dovuto anticiparli"

Tra contagi, smartworking e calo dei turisti gli afflussi sono sempre meno

Tra i commercianti di via Garibaldi c'è poca voglia di parlare. Nonostante i tempi del lockdown siano lontani, per molti di loro ancora oggi i numeri che facevano prima del covid sono solo un ricordo. A influire il basso numero di turisti, i contagi, ma anche lo smartworking che in settimana ha ridotto il numero di persone in giro per il centro. 

Il primo giorno di saldi il botto che qualcuno sperava ci fosse, non si è verificato, forse anche a causa dell'alto numero di contagi e quarantene: "Purtroppo i contagi stanno influenzando il numero delle presenze, ma noi aspettiamo e speriamo", spiega un commerciante che poi aggiunge, "La data dei saldi è stata sbagliata, avrebbero dovuto iniziare prima quando c'erano i turisti. Sarebbe stato ottimale partire il 2 gennaio. Abbiamo fatto dei giorni buca nell'attesa che partissero i saldi". Quella di posticipare l'inizio dei saldi è stata una decisione della Regione Piemonte che il 7 dicembre scorso in consiglio regionale quando è stata approvata una delibera dell'assessora al Commercio, Vittoria Poggio, che vietava la possibilità di fare sconti nei 30 giorni precedenti ai saldi. 

Il problema però è quello degli afflussi, anche durante un qualsiasi periodo dell'anno: "Ci sono meso persone in settimana perché lo smartworking ha penalizzato in quelle persone che facevano la passeggiata dopo il lavoro o in pausa. Il sabato e la domenica invece c'è più gente perché vengono anche da fuori. La speranza è di iniziare il nuovo anno con una carica di ottimismo che per chi fa il nostro lavoro deve sempre esserci"

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