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Vendesi, affittasi o cedesi attività: da Porta Susa a piazza Vittorio quante attività chiudono i battenti o fuggono

Intanto il Comune pensa a un piano di rilancio dei portici

 

Vendesi, affittasi o cedesi attività. I portici di Torino, partendo dalla stazione di Porta Susa e arrivando fino in piazza Vittorio, sono un viaggio nel bel mezzo di quella che potrebbe essere definita una crisi silenziosa. Numerose sono le attività commerciali che non ce l'hanno fatta e hanno deciso di abbassare definitivamente le serrande oppure di spostarsi in un'altra zona. Una crisi che la pandemia ha accentuato, ma che è iniziata molto prima di febbraio. 

Il cuore della città, quelli che sono stati i magnifici portici di Torino, pompa a fatica e il frutto dell'incuria che lo ha imbruttito è sotto gli occhi di tutti. Scritte sui muri e sporcizia. Intanto il Comune di Torino ha annunciato un piano di rilancio dei portici, quelli di via Po sono stati oggetto di manutenzione e sono stati definiti dalla sindaca Appendino un esempio da seguire per come è stato portato avanti il processo di riqualificazione. 

Riqualificazione che però non può prevedere anche un rilancio delle attività economiche che li popolano. Nel mirino del Comune adesso ci sono i portici di via Cernaia, via Nizza e via Sacchi che verranno riqualificati. Intanto Marco Giusta, assessore comunale, ha spiegato che i portici, nella volontà dell'amministrazione, diventeranno una galleria a cielo aperto da mettere a disposizione degli artisti torinesi.

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