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Protesta dei mercatali di Porta Palazzo: "Siamo messi in ginocchio insieme agli utenti. Abbandonati dal Comune"

Lamentano disinteresse da parte del Comune

 

Il mercato di Porta Palazzo è chiuso da un mese e al momento non vi sono notizie di una sua possibile riapertura. Intanto gli ambulanti che operavano nel più grande mercato coperto d'Europa sono alla "frutta" e un intero quartiere è senza prodotti ortofrutticoli da un mese. Residenti costretti a migrare in altre zone della città per fare approvvigionamento, rendendo vani gli sforzi di limitare gli spostamenti. 

Questa mattina, martedì 14 aprile, i mercatali di Porta Palazzo si sono dati appuntamento in piazza alle 9.30 per protestare. Lo hanno fatto rispettando scrupolosamente le distanze di sicurezza, ma la loro manifestazione è durata meno di dieci minuti, poi hanno dovuto sgomberare per evitare di essere multati. Al danno si sarebbe aggiunta anche la beffa. 

"Siamo stanchi di stare a casa e di non fare niente mentre tutti gli altri lavorano alle nostre spalle", racconta una donna che vende frutta e verdura. Sì, perché la rabbia è tanta. Quelli di Piazza della Repubblica sono tra i pochi mercatali che non possono montare il proprio banco, penalizzati dal fatto che sono un punto di riferimento storico per la popolazione e che la Città non sembra essere in grado di garantire l'ordine pubblico. 

"L'ordine pubblico noi lo potevano garantire mettendo transenne e una guardia all'ingresso e all'uscita come fanno gli altri mercati", racconta una signora che vende tuberi, "In più qua c'era tutto lo spazio del mondo. L'ordine pubblico però di chi viene qui a passeggiare non è più un problema nostro. Noi siamo lavoratori che dobbiamo garantirci un pezzo di pane", conclude la signora. 

"Noi i soldi che guadagnamo sono quelli che facciamo girare ogni giorno, non abbiamo uno stipendio fisso", racconta un altro commerciante, "La paura è che il mercato possa rimanere chiuso definitivamente". "Noi chiediamo di riaprire in sicurezza", commenta un altro. A farsi portavoce del disagio di questi lavoratori è Cesare Di Termini, il coordinatore dei mercatali di Torino: "Noi vogliamo sapere perché l'assessore Sacco e i tecnici del Comune non hanno ancora dato alcuna risposta alle tante domande che gli abbiamo fatto. L'unica cosa che ci hanno detto è che il mercato è inagibile o che non ci sono le condizioni per riaprirlo". 

Problemi che riguardano l'oggi, ma anche il domani perché un grosso punto interrogativo è anche sul futuro: Porta Palazzo quando le misure contenitive saranno alleggerite potrà riaprire oppure no? "Si sta discutendo sul futuro e su come tenere le distanze di sicurezza, noi ancora oggi non sappiamo nulla. Qui ci sono famiglie che non hanno avuto nulla dal Comune, dalla Regione e dal Governo. Preferiscono morire di coronavirus, ma non di fame perché ci sono persone che non hanno più soldi per fare la spesa", continua Cesare di Termini. 

Gli ambulanti rivendicano di aver soddisfatto tutte le richieste avanzate dal Comune: "Ci hanno chiesto di disporre in banchi in modo distaccato e lo abbiamo fatto; ci hanno chiesto la recinzione e siamo stati disponibili; ci hanno detto che serviva il servizio d'ordine a spese nostre e abbiamo accettato. L'ultimo documento che abbiamo inviato conteneva una proposta: dividere il mercato in due parti, una nella prima settimana e una nella seconda settimana. In modo da far lavorare tutti. Non ci hanno risposto", dice Cesare di Termini. 

"Il rischio è che Porta Palazzo possa rimanere chiusa anche dopo, ma credo che se fosse così scenderanno in strada tante di quelle famiglie. Noi non ci fermiamo", conclude Cesare di Termini. La questione Porta Palazzo è scoppiata il 13 marzo scorso. 

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