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Il Piemonte vede la zona arancione, ma Cirio invita alla prudenza: "Ci dobbiamo guadagnare il Natale"

Il 27 novembre scadono i 14 giorni di test

 

Il Piemonte è a un passo dalla promozione da zona rossa a zona arancione, ma attenzione perché non si potranno più commettere passi falsi. Bando dunque a facili entusiasmi perché non possiamo permetterci un Natale di bagordi. 

"Sarà un Natale che ci dovremo guadagnare nei fatti, ma dovrà essere un Natale responsabile", commenta Alberto Cirio, il presidente della Regione Piemonte, "L'estate che abbiamo vissuto non è stata responsabile e l'abbiamo pagata. Non possiamo più permetterci di fermare il Paese e il Piemonte e questo è il motivo per cui ci vuole rigore, prudenza e le risorse economiche per aiutare le imprese ferme".

Intanto la notizia del giorno è che i dati della pandemia in Piemonte confermano che la nostra regione da una settimana è entrata a pieno titolo tra le pretendenti a una promozione a zona arancione: "I dati oggettivi e confermati dall'ultimo report di questa settimana ci dicono che la velocità del contagio in Piemonte è rallentata in modo significativo", spiega Cirio, "In particolare l'RT rispetto all'1.37 della settimana scorsa scende ancora e si avvicina sensibilimente al valore 1. Segnali positivi che dimostrano che il Piemonte sta facendo un percorso virtuoso. Dobbiamo continuare a lavorare con prudenza e rigore perché vogliamo che questi sacrifici siano accompagnati a una prospettiva di ritorno a una normalità stabile e certa che ci permetta di ripartire". 

Quando dunque il Piemonte potrà dire addio alla zona rossa? "Il timing dice che noi siamo entrati in zona arancione il 13 di novembre, per cui il 27 di novembre scatteranno i quattordici giorni in cui noi avremmo dovuto mantenere questi valori. Da quella data in poi potremo tornare in zona arancione e ripartire per il percorso che ci dovrà portare in zona gialla. Quello però che è importante e che si utilizzino questi giorni per individuare delle modalità di ritorno alla normalità che ci permettano di garantire la stabilità di questo dato per il futuro".

È lecito immaginare un Piemonte arancione, ma con prudenza? "Ciò che si apre e si chiude lo decide il DPCM, la Regione può decidere come disciplinare le modalità di attività aperte. Dobbiamo farlo con buon senso e spirito di condivisione coinvolgendo i sindaci e con le categorie interessate", concluse il presidente Cirio. 

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