Venerdì, 25 Giugno 2021

Piazza Statuto, cosa ne sappiamo dei dissuasori contro i senza fissa dimora? Parla chi lì ogni giorno chiede l'elemosina

È un tema da trattare con estrema delicatezza e, giustamente, sta facendo discutere in tutta la città. I dissuasori che sono stati posti sotto i portici di Piazza Statuto all'altezza della banca Unicredit non possono essere di certo la soluzione, ma hanno il merito di aver reso evidente a tutti una problematica cittadina che è sempre più sentita. 

Le vie del centro, i portici e gli angoli di Torino sono popolati da un sempre maggior numero di senza fissa dimora. Persone che non possono permettersi una casa, non hanno un lavoro e spesso non riescono neppure a mangiare con regolarità. 

In Piazza Statuto i commercianti non vogliono parlare, o meglio non vogliono farlo davanti a una telecamera accesa. A microfono spento invece si lasciano andare. Lo fanno perché hanno tanto da dire e perché non credono che i disuassori siano la soluzione di un problema che però c'è.

Quel tratto di portici, e anche quello successivo che porta alla stazione di Torino Porta Susa, è stato scelto da numerosi senza fissa dimora per viverci. "La soluzione è dare una mano a queste persone attraverso i servizi sociali", dicono con una voce unanime i commercianti che lavorano in quel tratto di Torino e non escludono che la posa dei dissuasori possa essere una provocazione per spingere l'amministrazione comunale a fare qualcosa. 

La testimonianza

Chi conosce bene la situazione è Radovan (nome di fantasia) un uomo di 65 anni che è nato e vissuto in Bosnia fino al giorno in cui è scoppiata la guerra nell'ex Jugoslavia. Lui ogni giorno monta il suo banchetto sotto i portici di Piazza Statuto e fa suonare la sua cassa musicale, nella speranza di raccogliere qualche spiccio. 

"Io ho lavorato fino al 2015 qua in Italia. Ho lavorato per l'Olivetti, come badante a casa e ho lavorato anche per il Comune. Io qui ogni giorno metto la musica", racconta Radovan che quando parla dei dissuasori fa un sorriso amaro. "Cosa devo pensare di questa storia, c'era un gruppo che si metteva lì a dormire. Ogni tanto si mettevano in sei o sette e si ubriacavano. Per spostarli hanno chiamato carabinieri e polizia. Potevano trovare un'altra soluzione per non mettere quei panettoni di cemento. Ci sono gli assistenti sociali, potevano spostarli in qualche posto a dormire". 

La reazione

Sul tema è intervenuto anche Massimo Guerrini, presidente della Circoscrizione 1, che ha pubblicato un post su facebook: "Un po’ di tempo fa, rispetto al problema dei senza fissa dimora e alle segnalazioni della Circoscrizione 1,un rappresentante politico della maggioranza comunale a Torino, mi disse: 'Presidente Guerrini, non si preoccupi, metteremo le fioriere là dove queste persone stazionano'. Io ricordo che avevo ipotizzato l’apporto del servizi sociali, del volontario privato, i dormitori comunali e quando necessario l’intervento dei vigili urbani e di Amiat per le pulizie. Già le fioriere non mi sembravano una soluzione appropriata, ma arrivare ai panettoni di cemento oltre a non affrontare il problema, non sono certo la miglior soluzione per l’arredo urbano".

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