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La disperata protesta di Giuseppe e Marco, giorno e notte in tenda davanti al palazzo della Regione

Sono in presidio fisso da cinque giorni

 

Dal 30 aprile Piazza Castello è diventata casa loro. Hanno montato quattro tende e non hanno alcuna intenzione di andarsene via. Rimangono fissi al loro posto anche di notte. Si tratta di quattro cittadini esasperati che hanno deciso di mettere, letteralmente, in piazza la loro disperazione. 

"Chi si ferma qui al presidio dorme in tenda. Il presidente Cirio è venuto qui un paio di volte, ma dopo l'ultimo contatto che abbiamo avuto non ci ha detto più nulla", racconta Alex Pinto, un attivista che si definisce libertario, che ha preso a cuore la situazione. 

"Ci sono tre situazioni differenti ma simili", spiega sempre Pinto. C'è Giuseppe, un signore 59enne che fino a prima della quarantena era tirocinante in un'azienda di Alpignano, ma che ha perso il suo "lavoro" perché hanno sono stati bloccati i tirocinanti: "La Regione mi ha bloccato il lavoro. Io sono un OSS e ho fatto domanda visto che cercavano personale, ma non mi hanno mai chiamato". 

Tra di loro cìè anche un ragazzo invalido, Marco Lai, che denuncia di aver grosse difficoltà anche solo ad entrare in casa: "Ho dei dolori cronici dovuti a un incidente nel quale mi sono rotto la testa del femore", racconta, "Io protesto per avere i miei diritti: una carrozzina adeguata per le mie esigenze e per chiedere che vengano abbattute le barriere architettoniche in città. A Torino noi disabili non abbiamo neppure i bagni pubblici gratuiti". 

"Queste persone rappresentano una moltitudine di persone che sono nelle loro stesse condizioni e che sono abbandonate a se stesse", conclude Alex Pinto. 

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