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Torino, i ristoratori: "Siamo a terra", poi occupano e 'apparecchiano' Piazza Carignano

Manifestazione pacifica organizzata da EPAT e ASCOM Confcommercio

 

Hanno occupato pacificamente Piazza Carignano, si sono seduti per terra e hanno manifestato tutto il loro disagio e le paure che in questo momento li affliggono. Sono i ristoratori torinesi, ma inteso in senso ampio perché tra di loro non c'erano solo proprietari di locali, ma anche cuochi, lavapiatti, gelatai, addetti catering, gestori di discoteche. Persone che da febbraio si vedono costretti a inventarsi ogni giorno un modo nuovo per tenere aperte le proprie attività e incassare quel tanto che basta per andare avanti. 

Se durante il lockdown prima hanno dovuto adattare le loro attività al delivery e poi hanno dovuto proprio abbassare le serrande, oggi si vedono costretti a inventarsi nuovi servizi per arginare la crisi economica che stanno vivendo. Per molti di loro chiudere alle 18 significa perdere la giornata lavorativa. 

Gli aiuti del Governo stanziati fino a oggi non bastano, soprattutto perché del futuro non vi è alcuna certezza: "Gli aiuti sono un atto dovuto. È fondamentale che lo Stato tuteli il comparto in un momento del genere. Non sono però sufficienti perché devono essere accompagnati da un drastico abbattimento dei costi", spiega Alessandro Mautino di EPAT Torino, "Non sappiamo quale è la nostra prospettiva. Ci sono attività al collasso come le discoteche o il mondo del catering. È inaccettabile che dopo tutti gli sforzi fatti per mettere i locali in sicurezza ci facciano chiudere". 

Un momento difficile che potrebbe diventare drammatico se dovesse saltare anche la finestra commerciale legata al Natale: "Non voglio pensare che il Governo non stia pensando al dramma che porterebbe sui consumi. La mia paura è che questi provvedimenti presi adesso servano a nulla e che quindi ci troveremo in una situazione peggiore", spiega Maria Luisa Coppa di ASCOM Confcommercio. 

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