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Venerdì, 20 Maggio 2022

Bombe carta e petardi al cantiere della Tav: 3 manifestanti arrestati

Nella serata di venerdì 8 dicembre circa 200 manifestanti hanno attraversato, in corteo, un sentiero montano che conduce all’area di interesse strategico nazionale del cantiere di Chiomonte, ma sono stati fermati a metà percorso da una cancellata metallica, installata preventivamente, ancorata alle rocce ed al terreno con tiranti e ganci in modo da evitare anche il contatto con le forze dell’ordine.

La marcia si inseriva nell’ambito della tre giorni organizzata dal movimento NO TAV Valsusino in occasione della “celebrazione della liberazione del cantiere di Venaus avvenuta nell’anno 2005”.

Nella circostanza alcuni manifestanti, per circa due ore e a fasi alterne, si sono resi responsabili di ripetute esplosioni di razzi, bombe carta ed altri artifici pirotecnici all’indirizzo delle forze dell’ordine che, per evitare anche l’apertura di un varco nella rete metallica con una fresa elettrica utilizzata dai manifestanti, hanno fatto ricorso all’uso di alcuni lacrimogeni per impedire ai manifestanti violenti di oltrepassare lo sbarramento ed avvicinarsi all’area di interesse strategico nazionale TAV.

Inoltre, un piccolo gruppetto di antagonisti ha raggiunto la zona est del cantiere di Chiomonte dove è stato sorpreso, da parte del personale della DIGOS preventivamente appostato nei boschi, a lanciare alcuni razzi e bombe carta. Sono quindi stati bloccati e tratti in arresto due militanti del centro sociale marxista “Askatasuna” e un esponente del centro sociale Newrotz di Pisa, mentre sono stati anche sequestrati 19 razzi e due tubi di plastica rigida utilizzati dai manifestanti per il lancio verso il cantiere.
 
 

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