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Videosorveglianza, arrivano il Daspo urbano e pene più severe per i pusher

E sgravi sulle imposte per i cittadini che installano le telecamere

 

Più telecamere, istituzione del Daspo urbano e pene più severe per chi spaccia. Sono questi i pilastri del patto per la sicurezza che è stato firmato questa mattina - lunedì 9 dicembre - in Prefettura a Torino. Al tavolo, presieduto dalla ministro dell'Interno Luciana Lamorgese, erano seduti anche il Prefetto di Torino, Claudio Palomba; il capo della Polizia Franco Gabrielli; Chiara Appendino, sindaca di Torino; Fabrizio Ricca, assessore regionale alla sicurezza; Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino; Giuseppe De Matteis, questore di Torino. 

Più telecamere per la videosorveglianza

Uno dei punti cardine dell'accordo che è stato firmato questa mattina è l'implementanzione del sistema di videosorveglianza. La Regione Piemonte stanzierà dei fondi appositi per la realizzazione di questo punto. In totale i fondi regionali saranno circa 1.000.000 di euro, ha dichiarato Fabrizio Ricca, assessore regionale alla sicurezza della Regione Piemonte. 

"Anche il fatto che siano rpeviste videosorveglianze su taxi e autobus è un aspetto molto importante. Come è necessario che ci sia una maggiore illuminazione che renda i quartieri sicuri e che consenta ai cittadini di uscire di casa la sera in libertà. Un'altra tematica della quale abbiamo discusso è la questione della spaccio di droga", ha detto il ministro Lamorgese in conferenza stampa. Ministro che ha specificato che a Torino i reati sono in calo del 7,4% e in provincia del 6,2%. 

Il Comune di Torino si è impegnato a studiare sgravi sulle imposte per i cittadini che installeranno una telecamera di videosorveglianza. 

Daspo urbano e pene più severe

"È demotivante arrestare i pusher per la polizia perché il giorno dopo lo ritrovano nello stesso angolo di strada a delinquere. Su questo aspetto ho assicurato che è un problema che porrò almeno come reiterazione del reato. Il pusher che viene ritrovato a delinquere sempre nella stessa zona potrà subire un provvedimento di Daspo urbano. Non potrà più andare in quella zona precisa", ha dichiarato il ministro Lamorgese. 

"Valuteremo l'indentificazione di alcune zone particolari dove ci sono esigenze particolari come dove ci sono scuole o in particolari quartieri. Lo faremo tramite i tavoli di osservazione e non utilizzeremo il Daspo per barboni o persone fragili. Parliamo di uno strumento da utilizzare nelle zone rosse", ha dichiarato la sindaca Chiara Appendino. Il collegamento con i recenti fatti di cronaca di zona Santa Giulia viene facile da fare. 

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