Elezioni, Paolo Damilano chiude a Casapound e apre agli immigrati: "Hanno voglia di ricostruire Torino"

All'apertura della campagna elettorale di Forza Italia

Se Paolo Damilano voleva mandare un messaggio chiaro alla sua coalizione ci è riuscito eccome. Sono bastate due dichiarazioni per tracciare in modo netto il profilo che il candidato sindaco del centrodestra vuole dare alla sua campagna elettorale. Il palcoscenico dello show di Damilano è il mercato di corso Cincinnato, zona periferica della città, dove il candidato del centrodestra è arrivato alla guida 500. 

"Le periferie sono un obbligo", ha detto parlando con i giornalisti, "Al di là dei proclami bisognerà fare qualcosa di effettivo per questi territori e noi stiamo organizzando e scrivendo all'interno del nostro programma delle cose molto belle che prima di tutto riguardano l'integrazione delle periferie perché si devono sentire coinvolte e partecipi della città. In secondo luogo il lavoro passa inevitabilmente da questi territori". 

Ed è agganciandosi a questo tema che Damilano lancia la prima bordata a quella parte della sua colazione che è pronta a cavalcare il tema immigrazione in campagna elettorale: "Vedo negli occhi anche degli immigrati la voglia, la forza e la determinazione di partecipare alla ripartenza e alla ricostruzione della nostra città". 

La seconda arriva a stretto giro quando al candidato del centrodestra viene chiesto di un dialogo sempre più stretto tra Fratelli d'Italia e Casapound, movimento di estrema destra dalle tendenze nostalgiche. Alla domanda su un eventuale sostegno di Casapound alla sua candidatura in modo ufficiale risponde: "Senza se e senza ma io sono contro ogni forma di violenza e quindi tutti coloro che fanno parte di questa categoria saranno certo contro i miei progetti di conduzione e sviluppo della città". Non una chiusura netta, ma poco ci manca. 

Ventura assessore allo Sport

Nei giorni scorsi si è parlato molto di un possibile incarico a Gian Paolo Ventura come assessore allo Sport del Comune di Torino. Un discorso che sembrava chiuso, ma che invece sembrerebbe ancora aperto: "Il discorso Ventura non è chiuso. C'è un'amicizia. Io non ho pensato a lui come una persona popolare o come allenatore di successo qui a Torino. Io ho pensato a lui come una persona preparata per quanto riguarda lo sport e la sua organizzazione relativa ai giovani", ha concluso Damilano. 

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