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A Torino apre la Palestra di Ugino: struttura riabilitativa per bambini malati | VIDEO

Creata negli spazi dove un tempo c'era la monorotaia

Dove un tempo c'era una stazione della monorotaia di Italia 61, oggi è stata inaungurata una palestra interamente dedicata ai bambini oncologici. Si tratta di uno spazio riabilitativo creato grazie alla donazione dell'Associazione Mattia Mantovan Onlus. Si trova presso Casa Ugi in corso Unità d'Italia. Testimonial dell'iniziativa è stata la calciatrice della Juventus e della Nazionale Italiana Cecilia Salvai.

La Palestra di Ugino, coordinata dalla terapista della neuropsicomotricità Lucia Longo,  rappresenterà un punto di riferimento per la riabilitazione motoria dei piccoli pazienti con terapia oncologica attiva (in therapy) e andrà a integrarsi con le strutture già a regime presso la sede UGIDUE di Corso Dante. 

Grazie al nuovo spazio, gli ospiti di Casa UGI che per motivi immunologici non possono spostarsi all'esterno avranno l'opportunità di usufruire dei servizi nella stessa struttura di residenza, nella più assoluta sicurezza igienico-sanitaria. Su 20 ospiti, quelli attualmente in carico sono 5 (per un maggior dettaglio dei servizi offerti si rimanda alla relazione sulle attività riabilitative in allegato), con progetti personalizzati pianificati su segnalazione e in coordinamento con i professionisti dell'Ospedale Infantile Regina Margherita. 

All'interno della palestra saranno presenti le più classiche attrezzature riabilitative e fisioterapiche come lettini, tappeti, palloni e bastoni, ma anche alcuni strumenti tecnologici innovativi come un piano luminoso multifunzionale per stimolare la capacità di osservazione, la creatività, la percezione geometrico-matematica della realtà e lo sviluppo del linguaggio, un percorso senso-motorio a pedane e il gamepad Plugo di Playshifu, piattaforma di gioco interattiva compatibile con tablet e smartphone IOS, Android e Amazon Fire, basata sulla realtà aumentata e sul metodo di apprendimento Stem. 

L'obiettivo finale è quello di agire sulle competenze perse in parte o del tutto durante il percorso di cura, con benefici sulla motricità fine, sulla coordinazione oculo-manuale, sull'equilibrio e sulla sensibilità.
 

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