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Domenica, 29 Maggio 2022

Il ministro del Lavoro a Grugliasco fa un viaggio nel futuro del torinese: grazie alla realtà virtuale

Ha detto: "Non si può essere ministri del lavoro senza passare da Torino"

Andrea Orlando, il ministro del Lavoro, non solo ha visitato il cantiere del complesso dell'ex carrozzeria Pininfarina-De Tomaso, ma ha anche fatto un viaggio nel futuro. Sì, perché, visore in testa e controller nella mano destra e in quella sinistra, ha potuto fare un viaggio in anteprima in quello che sarà il nuovo polo aziendale che sorgerà in quella che è stata la storica azienda di Grugliasco. 

Lo stabilimento, che venne abbandonato a seguito del fallimento dell'operazione De Tomaso, è stato acquisito da tre aziende del territorio - la Febametal, la Leva e la Sargomma - che lo porteranno a nuova vita a livello produttivo, ospitando attività connesse al settore automotive. L'area è stata oggetto di bonifica e adesso sono in corso le demolizioni per la realizzazione dei nuovi insediamenti.

"Ho visto come sarà lo stabilimento tra qualche mese", ha raccontato il ministro Orlando, "una realtà molto interessante di futuro che parla di prospettiva. Di buon auspicio in un momento come questo che non ha grandi elementi di ottimismo. Il fatto che invece si continui a investire, si guardi al futuro e si lavori sulle filiere che funzionano e un segno di grande vitalità del nostro Paese e di questa parte del Piemonte". 

L'ex carrozzeria Pininfarina-DeTomaso è una parte importante della storia del torinese: "Credo che sia molto importante che il nostro Paese mantenga una dimensione manifatturiera. Credo sia un tema fondamentale e per questo è importante sostenere le imprese che investono in questa direzione. L'idea che il nostro Paese possa vivere solo di servizi è un'idea che abbiamo visto soltanto nella fantasia di alcuni economisti. Abbiamo bisogno di chi investe nel fare nella produzione e per questo stiamo cercando di sostenere le imprese sul fronte delle materie prime, dell'energia e anche dal punto di vista di misure per creare mano d'opera qualificata". 

È la seconda volta che in pochi mesi viene a Torino, questo territorio di cosa ha bisogno per ripartire? "Ha bisogno di valorizzare ciò che ha, cioè una capacità imprenditoriale, produttiva e del lavoro che non a caso trova spesso qui sede per riflettere. Non è una casualità se io vengo qui; non si può essere ministri del lavoro senza passare da Torino per ragioni che attengono alla storia del Paese e che fotografano come oggi ancora questa città mantenga nella filiera dell'automotive un ruolo di grande rilevanza anche se in condizioni del tutto diverse rispetto al passato".

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