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Amnistia per gli attivisti e solidarietà all'asilo occupato: così i NO TAV alzano il tiro

 

Dopo la pubblicazione del risultato dell'analisi costi-benefici sulla linea ad alta velocità Torino-Lione, il Movimento NO TAV alza il tiro delle proprie richieste forte della consapevolezza di avere il coltello della parte del manico almeno con una parte dell'esecutivo. Ed è così che Lele Rizzo, uno dei leader della protesta NO TAV, lo dice chiaramente: "Credo che tutti i reati commessi per bloccare la TAV debbano essere fermati. Molti di noi non hanno più la fedina penale. L'amnistia sarebbe un grande atto". 

Ma i NO TAV adesso vogliono che alle parole del Governo seguano anche i fatti. "Non ci sono Governi amici; ci sono Governi ostili e Governi meno ostili" dice Alberto Perino, storico leader NO TAV. Il dubbio però sulle reali intenzioni sullo stop all'opera resta anche tra gli attivisti NO TAV, è lo stesso Perino ha insinuare il dubbio che l'esecutivo stia prendendo tempo per non decidere in vista di un nuovo esecutivo. L'alleanza tra Lega e Cinque Stelle non sembra così forte. 

"Chiediamo fatti concreti. Va bene lo stop all'opera, ma chiediamo che i vertici di TELT vengano annullati e che l'area militarizzata venga liberata. Fatti concreti su cui ci si può misurare. Usciamo dalla campagna elettorale e facciamo fatti concreti" - chiude Lele Rizzo, leader NO TAV.

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