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La stretta del Viminale non ferma i no green pass: sabato in piazza. Cirio: "Non si leda il diritto al lavoro"

Terza Dose obbligatoria per il personale sanitario, Cirio possibilista

Sono ore di attesa quelle che separano Torino dal pomeriggio di sabato 13 novembre. Se da una parte il ministero dell'Interno ha annunciato una stretta sulle manifestazioni dei no green pass vietando cortei e proteste nei centri storici delle città, dall'altra gli stessi che da oltre quindici settimane protestano senza sosta hanno fatto capire di non avere alcuna intenzione di giungere a compromessi e di essere pronti a tornare in Piazza Castello. 

La palla dunque passa alla Prefettura e alla Questura che dovranno definire quali posti saranno vietati e quali no, come sottolinea il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio: "Spetta al questore definire quelli che sono i percorsi. Io in linea di principio dico che sia giusto rispettare la libertà di chi vuole manifestare, ma è anche giusto rispettare la libertà del negoziante che vuole fare il suo lavoro, del barista e del cittadino che in quelle due ore di meritato riposo vuole andare a fare due passi in centro il sabato pomeriggio". 

L'auspicio è dunque che si possa giungere a una soluzione condivisa: "Si deve sempre ragionare con grande equilibrio perché quando si compromette la libertà devono esserci delle ragioni reali; in questo caso però è una modulazione organizzativa per permettere a chi vuole manifestare di farlo, ma senza ledere la libertà degli altri. Ci sono aree delle città d'Italia che da settimane non riescono ad avere un'operatività normale". 

Terza dose obbligatoria al personale sanitario

Proteste che sono scoppiate in Italia a seguito della campagna vaccinale. In Piemonte sono già partite le terze dosi e dal 1 dicembre l'inoculazione di queste verrà somministrata anche alla fascia di età che và dai 40 ai 59 anni. 

Sul tema il governatore piemontese è stato chiaro già nei giorni scorsi quando ha detto che si deve correre con la vaccinazione per mettere in sicurezza tutti. Oggi, giovedì 11 novembre, è stato chiaro anche sulla possibilità di inoculare la terza dose in modo obbligatorio al personale sanitario: "Sul personale sanitario ho sempre pensato che fosse giusto che coloro i quali stanno attaccati a questo letto dove c'è una persona con la bocca aperta debbano essere vaccinati", ha detto il presidente Cirio indicando un letto di terapia intensiva, "Così come devono essere vaccinati coloro che lavorano nella case di ricposo, anche la cuoca che giustamente vive a contatto con queste persone. La mia linea di principio è sempre stata che chi è più esposto al malato debba vaccinnarsi". 

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