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Dentro il Museo del Fantastico: la scuola abbandonata rinata grazie a Star Trek, Sailor Moon e Wonder Woman

Il MUFANT abbina alla promozione della cultura attività sociali

 

In via Reiss Romoli c'è un luogo fantastico, e non solo per la bellezza che potrebbe ammaliare gli amanti del genere fantascientifico, ma anche e soprattutto perché, attraverso la divulgazione di una certa cultura, è motore di riqualificazione per una fetta della periferia di Torino. È il MUFANT, il Museo del Fantastico

Il MUFANT si è insediato in una vecchia scuola in disuso della Circoscrizione 5 che è stata riaperta e riqualificata grazie a Wonder Woman, Sailor Moon, Star Trek e Star Wars. Dove un tempo c'erano classi, banchi e lavagne, ora ci sono fumetti, costumi e pezzi da collezione che raccontano la storia di un genere. I bambini però ci sono ancora. 

Non solo però, perché al MUFANT sono attivati anche progetti che coinvolgono uomini e donne con problemi psichici che vengono impiegati in lavori di biglietteria o allestimento delle mostre teporanee che vengono tenute. "Il fantastico aiuta a capire la realtà. La fantascienza ci aiuta a capire molto bene il nostro presente, perché senza capire il presente nessuno potrebbe immaginare scenari futuri. È anche un metodo per rendersi conto della società nella quale noi, ora, viviamo", spiega Silvia Casolari, direttrice artistica del MUFANT.

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