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Torino, da un offensivo titolo di giornale 50anni fa nasceva il primo movimento di liberazione omosessuale italiano

Per l'occasione digitalizzato l'archivio storico e organizzata una mostra

 

Era il 1971, per la precisione era primavera, quando a Torino veniva fondato da un gruppo di ragazzi il primo movimento italiano di liberazione omosessuale. Si chiamava 'Fuori!' e in pochi mesi si propagò in oltre 40 città della penisola. Nasceva così l'onda che ha portato alla lotta per i diritti di gay, lesbiche, bisessuali e transessuali anche nel nostro Paese. 

A raccontare quei giorni è Angelo Pezzana, presidente della Fondazione Sandro Penna/Fuori!, che quel movimento lo fondò, come fondò il giornale omonimo che da adesso è consultabile online grazie all'archivio digitale del Polo del 900. 

"All'epoca ci chiamavano pervertiti, pederasta. Eravamo invisibili. Potevamo essere noi stessi solo nel momento in cui ci venivano concessi determinati luoghi di incontro", racconta Angelo Pezzana. La scolta il giorno in cui La Stampa pubblica un articolo dal titolo 'L'infelice che ama la propria immagine', si trattava della recensione a un libro di uno psicologo torinese che aveva registrato di nascosto alcune sedute svolte con un omosessuale. 

"L'articolo non era particolarmente omofobo, ma il titolo era offensivo. Raccogliemmo delle firme e chiedemmo di discutere la questione al direttore del giornale. Ci dissero che di quell'argomento se ne parlava già fin troppo. Questo ci mandò in furia", continua Pezzana. Nasce da qui il primo movimento di liberazione omosessuale d'Italia e nacque a Torino. 

Storica l'azione che il movimento mosse nell'aprile del 1972 a Sanremo contro un congresso di psichiatri che volevano dichiarare l'omosessualità come una malattia: "Dalla cronaca nera siamo passati dalla cronaca politica dei giornali. In quella occasione abbiamo fatto tanto casino e il giornalista de La Stampa mi disse 'non posso scrivere sul giornale che lei è omosessuale perché nessun giornale ha mai scritto questa parola', gli risposi che sarebbe stato il primo e il giorno dopo c'era la parola omosessualità", ricorda Pezzana. Così il movimento omosessuale si conquistò la visibilità. 

A partire da dicembre, tutto il materiale documentario della Fondazione Penna/Fuori! ha cominciato a popolare 9CentRo, operazione di migrazione e digitalizzazione che si concluderà nel corso del 2021. Sull’hub del Polo è già possibile consultare una prima parte significativa dell’archivio: l’intera collezione digitalizzata di Fuori!, prima testata LGBT+ in Italia, pubblicata dal 1971 al 1982. L’integrazione degli archivi della Fondazione Sandro Penna/FUORI! rappresenta il primo passo di un percorso di ricerca, valorizzazione e divulgazione più allargato che terminerà con la mostra 50 anni del Fuori! realizzata in collaborazione con il Museo diffuso della Resistenza e ospitata al Polo del ‘900 nell’autunno 2021. 

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