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Torino dice addio alla mongolfiera: smontato e fatto a pezzi uno dei simboli della città

L'area attualmente è abbandonata al degrado

 

La mongolfiera di Porta Palazzo non c'è più. Questa mattina - giovedì 7 novembre - il pallone aerostatico è stato smontato e fatto a pezzi. Il tessuto adesso giace ai bordi del cortile che ospitava l'attività, in mezzo al più assoluto degrado. 

Chi passa davanti al giardino Cardinal Michele Pellegino dice che questa zona ormai è in mano a chi la utilizza per bivaccare, senza che nessuno controlli. A testimonianza di ciò i materassi, le coperte e i rifiuti che sono posti ai margini di quello che un tempo è stato un simbolo di Torino. 

Chiunque arrivasse a Porta Palazzo la mongolfiera la vedeva alta in cielo a presidiare quella porzione di città. Da qualche mese però la mongolfiera del Balon non si è più alzata al cielo e adesso il rischio concreto e tangibile è che non si isserà mai più. Torino potrebbe perdere così un altro dei suoi simboli. 

Andrea Lazzero di Soluzioni Artistiche, stesso che ha gestito la mongolfiera fino al suo ultimo viaggio racconta come si è arrivati a questo punto: "Soluzioni Artistiche ha avuto l'aggiudicazione dell'attività in giugno. La nostra proposta è stata presentata a procedura fallimentare, ma condizionata al rilascio di una nuova concessione per il giardino Cardinal Michele Pellegino dove l'attività già si trovava. Il Comune ci ha detto che, considerato che quello spazio non fosse proposto a bando per una concessione, qualunque tipo di richiesta per l'utilizzo avrebbe avuto una durata se accolta di un anno al massimo, rinnovabile". 

Soluzioni Artistiche ha così deciso di abbandonare il proprio piano e ritirare l'offerta: "La nostra proposta è andata a decadere per ovvia insostenibilità di un piano che doveva, non solo riacquistare l'attività, ma fare un intervento tecnico di manutenzione importante per la continuità dell'esistenza del pallone che era arrivato a fine vita. C'era la necessità di sostituire il tessuto del pallone della sfera", racconta Lazzero.

Ed era proprio per questa ragione che nel marzo del 2019 venne lanciata una raccolta fondi per raccogliere i 100.000 euro necessari alla sostituzione del telo. "La decadenza dell'aggiudicazione ha comportato la restituzione dell'attività, che era in gestione, alla procedura di fallimento che ha ripreso sotto controllo il bene e ha disposto, anche in accordo a un'ordinanza di sgombero e ripristino che è stata emessa da Città di Torino, la rimozione dell'aerostato", conclude Lazzero.
 

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