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I manager della Thyssen ancora impuniti, Bonafede chiederà conto alla Germania

 

Al ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, hanno chiesto solamente una cosa, ma lo hanno fatto con forza e tanto coraggio. I parenti delle vittime del rogo della Thyssenkrupp che undici anni fa uccise sette operai vogliono giustizia e l'hanno ribadito durante la cerimonia di commemorazione che si è tenuta questa mattina al cimitero Monumentale di Torino: "Il Paese non riesce a far rispettare una sentenza definitiva. E' un nostro diritto chiederlo. Non ci sentiremo meglio, perché il nostro cuore arde ancora come sono arsi i nostri ragazzi, però chiediamo allo Stato, al ministro, che si prenda pubblicamente l'impegno di dare giustizia ai nostri figli" - ha detto Rosina Demasi, madre di Giuseppe Demasi. 

Sì, perché nonostante ci sia una condanna definitiva per i responsabili di quella tragedia, i dirigenti dell'azienda che sono in Germania non stanno scontando alcuna pena. La donna poi, durante la cerimonia di commemorazione al cimitero di Torino, ha continuato: "Odio quella fabbrica ma amo il mio Paese, che però riconosco sempre meno e in cui un manager colpevole di omicidio viene applaudito. In quale Italia dobbiamo vivere? Quella in cui due imputati vivono tranquilli nel loro Paese?".

Il ministro Bonafede al termine della cerimonia ha incontrato i parenti delle vittime e ha detto loro che domani incontrerà il ministro della Giustizia: "C'è una sentenza che dice chiaramente chi sono i colpevoli. Questi colpevoli devono pagare per quello che hanno fatto. Il mio impegno con le famiglie è che la giustizia concluda il suo percorso. Purtroppo la richiesta di estradizione fatta in passato non ha avuto successo, ora siamo nella fase in cui si chiede che la pena italiana venga eseguita in Germania. Nell'incontro di domani farò presente alla ministra tedesca l'importanza di questa situazione. Le prime persone che chiedono giustizia sono i famigliari delle vittime, ma questa è la giustizia che vogliono tutti i cittadini italiani"- ha dichiarato il ministro Bonafede.

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