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La beffa nella beffa, si erano ridotti le ore di lavoro per aiutare l'azienda a riaprire: è arrivato il fallimento

 

È dal 2015 che attendono con impazienza la riapertura del punto vendita Mercatone Uno di Mappano e per mantenere il loro posto di lavoro negli anni hanno fatto enormi sacrifici; per loro la beffa potrebbe essere ancora più amara. 

I lavoratori di Mercatone Uno di Mappano questa mattina - lunedì 17 giugno - erano in presidio sotto il palazzo del Comune di Torino. La loro domanda solo una: Mercatuno Uno a Mappano riaprirà? A raccontare la loro vicenda è Maria Rosa Bongermino, delegata sindacale della FLAICA-CUB: "La loro vicenda inizia nell'aprile del 2015 quando l'azienda viene rilevata dall'amministrazione straordinaria e nel luglio di quell'anno viene firmato un accordo che prevede l'acquisizione di una parte di questi lavoratori da parte di Shernon Holding. In totale 1.870 su circa 3.600. Tra i punti vendita acquisiti anche quelli in previsione di riapertura che erano 13 e tra i quali figurava anche quello di Mappano". 

"All'epoca i lavoratori erano circa 40, di questi oggi ne sono rimasti una trentina che sono in cassa integrazione straordinaria in attesa della riapertura. Il loro sacrificio principale è stato quello di firmare contratti che prevedevano una riduzione del numero di ore. I full time non esistono più. Un sacrificio accettato in previsione della riapertura e di poter ricominciare a lavorare. Peccato che il 25 maggio è arrivata la cattiva notizia del fallimento di Shernon Holding" - ha continuato Maria Rosa Bongermino, delegata sindacale della FLAICA-CUB.

"Cosa succederà adesso? Oggi verranno nominati nuovi amministratori straordinari. La nostra richiesta è quella di ricomprendere tutti i lavoratori nell'amministrazione straordinaria e con la cassa integrazione con il vecchio orario perché a questo punto il contratto firmato con Shernon Holding non è più valido" - ha concluso Maria Rosa Bongermino, delegata sindacale della FLAICA-CUB.

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