Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

"Cosa faccio? Mangio il monopattino?": la rabbia di chi non ha più lavoro e ammortizzatori sociali

Protesta davanti alla Prefettura dei lavoratori delle mense scolastiche

 

L'ultimo stipendio, alcune di loro, lo hanno ricevuto a marzo e in busta paga l'accredito era di solamente 2 euro. Sono le lavoratrici delle mense scolastiche che questa mattina, lunedì 22 giugno, hanno riversato tutta la loro rabbia davanti al palazzo della Prefettura di Torino. 

Sono stanche, amareggiate, si sentono abbandonate: "Hanno dato bonus, monopattini, biciclette, vacanze, bebè, ma ci devono dire chi va in vacanza. I soldi li danno a casaccio, ma io mi mangio il monopattino?", si sfoga una lavoratrice. Si sentono beffate da provvedimenti che per loro sono superflui. 

"Tra di noi ci sono situazioni di monoreddito, mamme sole con figli a carico. Donne che non prendono neppure il FIS, ma cosa mangiano? Il Governo dice di distribuire soldi, ma dove sono questi soldi?", continua lo sfogo. La loro è una voce univoca ed è la voce di chi in questi mesi ha dovuto chiedere una mano ai parenti o si è dovuta trovare un lavoro momentaneo, magari in nero. 

"Queste sono lavoratrici della ristorazione collettiva sia scolastica sia aziendale", racconta Germana Canali della Filcams CGIL, "Hanno problema di sostegno al reddito, ammortizzatori sociali carenti o inesistenti e inoltre non si sa nulla del loro futuro". Molte di queste lavoratrici, che sono circa 3.000 in Piemonte non hanno ancora ricevuto un euro dal FIS - Fondo di Integrazione Salariale - e le aziende non hanno anticipato loro nulla. 

"La difficoltà per loro è grandissima. Inoltre sono lavoratrici che hanno la sospensione estiva durante la quale non lavorano e non hanno i contributi pagati. Sono lavoratrici della ristorazione e quest'anno per loro sarà un'impresa trovare dei lavoretti per fare due soldi", continua Germana Canali. Il problema è inoltre legato anche alle aziende: "Se FCA, come sta succedendo, decide di chiudere la mensa e far portare il panino da casa ai lavoratori, cosa he sta accadendo, queste lavoratrici si ritrovano senza un euro. Noi chiediamo un'estensione della cassa integrazione in deroga, ma anche una legge che riveda il sistema degli ammortizzatori sociali". 

Potrebbe Interessarti

Torna su
TorinoToday è in caricamento