Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

I giovani medici specializzandi gettano il camice a terra: "Siamo lavoratori, ma ci trattano come studenti"

Protesta in tutta Italia

 

Sono medici che affrontano un ulteriore percorso di specializzazione dopo la laurea, ma non vengono considerati come veri e propri lavoratori. È per questo motivo che questa mattina, venerdì 29 maggio, sono scesi in piazza in tutta Italia per far sentire la loro voce. 

A Torino un centinaio di loro si è riunito in un flash mob di protesta davanti al palazzo della Regione Piemonte in Piazza Castello e per manifestare la loro esasperazione hanno gettato a terra il loro camice. Camice che è il simbolo della sanità piemontese e italiana che negli ultimi due mesi ha affrontato l'emergenza più difficile dal dopo guerra. 

"Al momento a causa del fatto che i posti di specializzazione sono pochi lo specializzando quando riesce a entrare all'interno del sistema formativo vede tutto quel che gli viene concesso di imparare come una gentile concessione, ma in realtà è un lavoratore che aiuta tantissimo a permettere di mantenere un alto livello della qualità di cure", racconta Irene Steinberg, specializzando in prima linea nella protesta dei giovani camici bianchi. 

"Bisogna arrivare al punto in cui lo specializzando viene visto come un giovane medico, cosa che è a tutti gli effetti. Siamo personale laureato, abilitato, che spesso abbiamo già lavorato. Siamo medici che continuano la loro specializzazione per arrivare a un livello ancora più alto, ma che tutto questo lo fa con caratteristiche più vicine allo studente che al lavoratore", continua Irene Steinberg. 

"Lo specializzando deve essere visto come un dipendente, oltre che come un medico in formazione specialistica. In Italia lo specializzando è un lavoratorequando è necessario fare manovalanza, ma quando i nodi vengono al pettine diventa uno studente", conclude Irene Steinberg. 

Altro tasto dolente per questi giovani medici è la questione dell'imbuto formativo, ovvero il blocco che molti medici si trovano ad affrontare dopo che escono dall'Università a causa del limitato numero di posti di specializzazione. Ogni anno in Italia circa 10.000 persone sono escluse dal sistema di formazione specialistica. 

Fattore che inoltre va a scontrarsi con un altro problema, ovvero il taglio del finanziamento al sistema sanitario nazionale. I giovani medici denunciano un taglio di 37 miliardi di euro negli ultimi dieci anni. Meno risorse che significano anche meno assunzioni e meno qualità nell'assistenza dei pazienti. 

Potrebbe Interessarti

Torna su
TorinoToday è in caricamento