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La protesta di infermieri e medici: presidi davanti agli ospedali in tutta la regione

"Le promesse non sono state mantenute"

 

"È ora di mobilitarsi", a dirlo sono gli operatori sanitari, infermieri e medici, che questa mattina, giovedì 30 aprile, si sono riuniti davanti ai principali ospedali del Piemonte per manifestare quella che definiscono "la loro indignazione". 

I motivi della manifestazione sono semplici: a loro dire tutte le promesse fatte in questi mesi dalla Regione Piemonte non sarebbero state mantenute. Denunciano assenza di sistemi di protezione individuali idonei e per tutti, la mancata effettuazione di tamponi seriologoci per sintomatici e asintomatici, un minor numero di assunzioni rispetto a quelle annunciate e la non erogazione di risorse economiche da destinare ai lavoratori del sistema sanitario che in questi mesi sono stati in prima linea contro il virus. 

All'Asl To3 non ha concesso il diritto di assemblea: la protesta dei sindacati

A differenza delle altre Asl, alla To3 non è stato concesso al personale sanitario il diritto di assemblea, malgrado le rassicurazioni offerte dai Sindacati (contingentamento partecipanti a 15-20, svolgimento all’aperto davanti ai Presidi Sanitari, mascherine chirurgiche, distanziamento dei partecipanti).

"Lo stesso parametro non è stato però utilizzato dall’Azienda l’11 aprile, quando il parcheggio antistante l’Ospedale di Rivoli si è riempito di mezzi e uomini in divisa, come è avvenuto in tutte le altre aziende.

Oggi è stato leso il diritto costituzionale ai lavoratori di manifestare il loro dissenso verso le politiche adottate dalla Regione rispetto alla gestione dell’Emergenza Sanitaria COVID – 19.

I Delegati Sindacali di Cgil e Uil in queste ore stanno disponendo cartelloni, striscioni e bandiere davanti alle sedi dell’ASL TO3, per manifestare tutto il dissenso dei lavoratori verso la sospensione dei loro diritti (orari di lavoro, turni massacranti, diritto alla sicurezza e diritto alla libertà di manifestazione, riconoscimento del loro ruolo e della giusta retribuzione).

Nel frattempo i lavoratori stanno lottando contro il coronavirus assistendo i pazienti e garantendo salute pubblica, si ammalano e viene negato loro il diritto a conoscere la propria condizione di salute.

L’ASL TO3 non fornisce i dati ufficiali sui lavoratori che si sono ammalati nei servizi.

Non è più il tempo delle chiacchiere, vogliamo che si assumano i lavoratori promessi dalla Regione per affrontare il COVID – 19, la copertura del turnover degli anni passati, i tamponi e le indagini sierologiche per tutto il personale, idonei DPI per tutelare i lavoratori e le loro famiglie ed i pazienti, il riconoscimento economico per gli enormi sacrifici fatti dagli operatori.

Per portare l’attenzione della cittadinanza sui gravi problemi che affliggono i lavoratori della sanità, FP CGIL e UIL FPL hanno lanciato l’hashtag #inSILENZIOcomelaREGIONE

In silenzio come sono abituati da sempre a lavorare i lavoratori del Servizio Sanitario Regionale, anche se hanno il contratto di lavoro scaduto da un anno e mezzo.

Ringraziamo tutti i lavoratori che in queste ore ci stanno manifestando vicinanza, nonostante i divieti imposti: un gran numero sono stati presenti a distanza durante i flash mob, come è avvenuto dalle finestre dell’Ospedale di Rivoli, dove hanno condiviso l’iniziativa con un lungo applauso.

 

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