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Libri da "quarantena": il titolo più richiesto dai torinesi, cosa potremmo leggere e perché

Boom di iscrizioni alla Biblioteca civica digitale

 

Sei un accanito lettore, ma nonostante tutto il tempo disponibile in questi giorni di quarantena non riesci proprio a leggere? Hai un libro poggiato sul comodino da settimane e vorresti approfittarne per finirlo, ma ogni volta che lo apri lo chiudi immediatamente? Non ti preoccupare, non è strano perché un motivo, anche se inconscio, c'è. 

Ne abbiamo parlato con Massimo Tallone, scrittore e saggista torinese, che sulle capacità curative della letteratura ha scritto anche un saggio che si intitola "Bartleby mi ha salvato la vita" ed è edito da Buendia Books: "Per poter cadere dentro un libro come in trans io devo avere uno stato emotivo non solo neutro, ma addirittura assente. Occorre uno stato di piena distanza interiore da tutte le pulsioni, pressioni e tensioni emotive".

Difficile dunque se non si ha la mente sgombera mettersi a leggere, ma allora cosa leggere in un periodo di quarantena? "Io in questo periodo consiglierei i classici che hanno una potente carica di ironia e di distacco. Ci sono dei testi che fanno ridere, pensare e che alleggeriscono il nostro potenziale turbamento. Per affrontare un'esperienza come quella dell'isolamento "La montagna magica" di Thomas Mann è illuminante per quanto difficile", continua Tallone. 

I torinesi e la biblioteca civica digitale

Tra tanti che però non riescono a leggere ci sono molti invece che hanno accolto di buon grado la possibilità di iscriversi alla Biblioteca civica digitale. Sono infatti 4.300 i torinesi che dal 13 marzo scorso si sono iscritti al servizio, un incremento impressionante se si pensa che nei mesi precedenti l'iscrizione era di 300 persone al mese. 

Boom anche di libri digitali scaricati in prestito e, andando a spulciare tra i numeri, la curiosità salta all'occhio: tra gli oltre 18.000 titoli in digitale presenti quello più richiesto è "La Peste" di Albert Camus. Cosa spinge una persona a leggere un libro del genere in questo periodo?

"È un libro che io ho letto almeno tre volte. Nei momenti di grandi difficoltà c'è un semino silente e dormiente che è depositato in noi che comincia a germogliare. Un seme che ci dice che nella letteratura c'è qualcosa che ci serve. In questo momento, a parte chi ha fatto la guerra, stiamo vivendo un periodo di totale novità e sentiamo che grazie alla letteratura qualcuno ci può dare dei consigli. La Peste è servita non solo per affrontare il tema della quarantena, ma anche per interrogare a più livelli la condizione umana", conclude Tallone. 

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