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Trasporti e affollamenti, commercianti contro il Governo: "Paghiamo per colpa loro"

L'accusa: "Da sette mesi sapevano della seconda ondata"

 

Preoccupazione tra i commercianti torinesi per le conseguenze che eventuali provvedimenti restrittivi potrebbero causare alle loro attività. Preoccupazione, ma anche rabbia perché a loro avviso il Governo in sette mesi ha fatto troppo poco per evitare che si arrivasse impreparati a questa seconda ondata di coronavirus. 

Ad alzare i toni è Maria Luisa Coppa, presidente di Ascom Confcommercio Torino: "Il Governo è da sette mesi che sapeva di questa seconda ondata. Per quanto riguarda i provvedimenti presi dal pubblico abbiamo visto pochissimi risultati, compresi i mezzi di trasporto che sono super affollati. È vero che le scuole sono sicure, ma tutto quel che c'è attorno non lo è, compreso l'affollamento dei ragazzi all'uscita degli istituti. Non si dice niente di tutto quel che riguarda il pubblico e noi facciamo le spese dei provvedimenti che non sono stati presi". 

Lapidaria e severa, ma quel che la presidente di Ascom Confcommercio dice è un pensiero che comincia a essere ribadito da più parti. La sensazione da parte di molti è che in questi cinque mesi di respiro tra la fine del lockdown e questa seconda ondata non sia stato fatto abbastanza per rafforzare il sistema di controllo del contagio. 

"Credo che non possiamo continuare a pensare che i luoghi del contagi siano ristoranti, bar e negozi, mentre gli assembramenti che ci sono davanti alle scuole, nei luoghi pubblici e nei centri commerciali non siano assolutamente controllati. Le nostre imprese si devono assumere responsabilità che non competono: noi controlliamo la nostra attività, ma non possiamo controllare la piazza", spiega Maria Luisa Coppa, "Abbiamo settori come turismo e discoteche chiuse da nove mesi che non hanno avuto alcun ristoro. Devono seguire risorse reali che non abbiamo ricevuto. Tarda anche la cassa integrazione che non arriva". 

Il pericolo è che alcune imprese non siano più in grado di riaprire: "Ci manca che qualcuno parli di lockdown totale, ci sarebbe imprese che non riaprirebbero più. Noi siamo molto preoccupati per il fine anno perché se non avremo alcun aiuto economico il nostro mondo pagherà un prezzo folle", cocnlude Maria Luisa Coppa. 

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