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Un incidente con la macchina tritacarne 3 anni fa, oggi Marco può utilizzare la nuova mano bionica

Della mano destra gli era rimasto solo il pollice

 

Marco Bucci è un ragazzo di 33 anni di Ivrea che tre anni fa ha perso la mano destra a causa di un incidente sul lavoro. All'epoca i medici dell'Ospedale di Ivrea e poi del Maria Vittoria di Torino riuscirono a rivascolarizzare e a salvare solo il pollice della mano destra. Oggi però il ragazzo è tornato a utilizzare quello stesso arto. 

Pochi giorni fa infatti l'Officina Ortopedica Maria Adelaide gli ha applicato una protesi parziale bionica, eseguendo una ricostruzione di quattro dita multi-articolate, a controllo mio-elettrico, tramite la contrazione del muscolo ipotenare, che i chirurghi del Maria Vittoria sono riusciti a salvare. Grazie alla I-Digits, adesso il ragazzo può fare 12 movimenti diversi e, dopo un periodo di addestramento, potrà tornare a guidare la moto, sua grande passione. 

Un'operazione che ha avuto di 40.000 euro che è stato coperto dall'INAIL. Adesso Marco lavora nel campo del marketing sportivo aziendale, ma fino a tre anni fa faceva il macellaio: "Una giornata di lavoro come tante altre. Mai avrei pensato che la mia vita sarebbe cambiata proprio quel giorno. Stavo tritando la carne, quando improvvisamente anche la mia mano destra finisce nel tritacarne e, nell’arco di pochi secondi, tutto è cambiato. Per fortuna ho avuto la tempestività di spegnere la macchina, anche se il danno ovviamente era già stato fatto", racconta il ragazzo.

"È stato un periodo durissimo, ma non sono uno che si abbatte facilmente", continua Marco, "Mi sono dovuto adattare alla mia nuova vita, imparando ad usare la mano sinistra e sfruttando al meglio la protesi lavorativa destra. Da sempre sono un appassionato di moto e non sarà questo a fermarmi. Grazie ad una protesi ad hoc riprenderò a guidare”. Ed è così che nel 2019 prende la decisione di tentare la via di I-Digits, una protesi che risponde agli impulsi cerebrali del ragazzo attraverso un elettrodo alimentato a batterie. È in fibra di carbonio e titanio, pesa meno di un chilo e può fare 12 movimenti diversi. 

"Adesso dovrò seguire un periodo di addestramento, così da poter usare questo arto al meglio e sfruttarlo al massimo", conclude Marco, "Ho deciso di non personalizzare la protesi e di lasciarla così come è stata applicata. Voglio che tutti possano vederla. È una sensazione bellissima, emozionante. A partire da questo momento potrò di nuovo utilizzare entrambi gli arti, affrontare la mia routine in altro modo, come prima. Devo fare molta pratica per utilizzare al meglio la mia mano bionica, ma non c’è addestramento più soddisfacente di questo. Dovrò sicuramente modificare le mie abitudini, ma l’ho già fatto una volta e non vedo l’ora di rifarlo”.

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