I sindaci scendono in piazza contro le 'condanne'. Appendino: "Siamo in trincea tutti i giorni"

Hanno presentato un piano al Governo

In Piazza Santi Apostoli a Roma c'è anche Chiara Appendino. Nella capitale l'ANCI - l'associazione dei comuni italiani - ha radunato più di 600 sindaci per presentare al Governo e al Parlamento alcune proposte per modificare alcune norme che - citiamo testualmente - "rendono difficile lo svolgimento delle attività di un sindaco". Queste modifiche porterebbero a una minore esposizione dei sindaci in sede civile e penale. 

Chiara Appendino, suo malgrado, è diventata una sorta di simbolo di questa battaglia. Il 27 di gennaio di quest'anno infatti è stata condannata a un anno e sei mesi per la tragedia del 3 giugno 2017 in Piazza San Carlo a Torino. Quella sera, durante la finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid, si scatenò il panico tra le persone che la stavano guardando tramite un maxi schermo. Morirono Erika Pioletti (pochi giorni dopo) e Marisa Amato (un anno e mezzo dopo); 1.600 circa rimasero ferite. 

Questa mattina - mercoledì 7 luglio - i sindaci hanno chiesto al Governo garanzie. Vogliono poter svolgere il proprio mestiere in modo sereno e senza la paura che una loro firma li possa portare davanti a un giudice o addirittura possa far macchiare la loro fedina penale.  

"Chi è passato da un avviso di garanzia, un processo o una condanna può capire cosa si vive. In quei momenti difficili io ho sentito la vicinanza dei sindaci", ha detto Appendino nel suo intervento dal palco di Piazza Santi Apostoli, "Noi sindaci siamo incoscienti a fare i sindaci, ma non a prendere decisioni. Tutti i giorni siamo con in mano quella penna e tutti i giorni siamo in trincea ad assumerci responsabilità". 

Responsabilità davanti alle quali, assicura Appendino, i sindaci non si vogliono sottrarre: "Stiamo dicendo che dobbiamo assumercele in un contesto chiaro e oggettivo che ci metta nella sicurezza di poter decidere serenamente". 

Quella del sindaco starebbe diventando dunque una poltrona scomoda. Chiara Appendino, come noto, ha deciso dopo la condanna del gennaio scorso di non ricandidarsi alla carica di sindaca di Torino e assicura che sarebbero sempre più difficile trovare gente disposta a ricoprire questo ruolo: "Sono uno dei casi delle città dove è anche difficile trovare i candidati sindaci, sta succedendo anche da altre parti". 

Infine la stoccata finale, quella rivolta al Governo: "Questa è una battaglia di tutti. Il futuro del Paese dipenda anche dalle condizioni in cui ci metteranno. Se vogliamo spendere i soldi del PNRR, che dobbiamo spendere noi, dobbiamo essere nelle condizioni di firmare senza paura". Insomma o verranno cambiate le norme o firmare atti sarà sempre più difficile. 
 

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