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Povertà crescente e sussidi insufficienti, comunisti e forze sociali: "Noi la crisi non la paghiamo"

Chiedono bonus spesa e blocco degli affitti

 

Sono scesi in strada per ribadire che la crisi non deve pesare sulle spalle delle fasce deboli della popolazione, la loro parola d'ordine è lotta di classe. Falce e martello sulla bandiere, i ragazzi e le ragazze del Fronte della gioventù comunista di Torino questa mattina - venerdì 10 luglio - si sono radunati davanti alla sede dell'INPS di via XX Settembre per manifestare. 

"Chiediamo cose chiare. I veri dimenticati in questa crisi sono state le classi popolari. Alla FIAT si promettono 6,3 miliardi di euro mentre ai lavoratori non viene neppure garantita la cassa integrazione. Il sistema Torino negli anni ha dimostrato cotraddizioni e favorisce solo una parte della popolazione. Studenti, disoccupati e lavoratori non hanno tutele e sono dimentica", spiega Markol Malocaj del Fronte della gioventù comunista di Torino.

"Noi chiediamo un sostegno al reddito effettivo attraverso il bonus spesa, il blocco degli affitti, dei muti e delle bollette. A Torino ci sono 145.000 famiglie che vivono sotto la soglia di povertà. non si possono permettere neppure di fare la spesa", continua Markol Malocaj del Fronte della gioventù comunista di Torino.

"La crisi non dobbiamo pagarla noi. Come lavoratori siam preoccupati per l'autunno, ma questa è anche la possibilità per riorganizzare i lavoratori in un fronte unico di classe che faccia opposizione. La costruzione di questo fronte è l'unico strumento di cui possiamo dotarci oggi", conclude Markol Malocaj del Fronte della gioventù comunista di Torino.

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