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Torino in lockdown, incognita per i commercianti del centro: "Vale la pena alzare la serranda?"

Il silenzio domina le vie della città

 

Vale la pena alzare la serranda? È la domanda che si stanno ponendo i commercianti del centro città che da DPCM possono continuare a lavorare. Oggi, venerdì 6 novembre, nel primo giorno di lockdown in tanti hanno tentato di aprire al pubblico il proprio esercizio commerciale, ma è evidente che in questa zona della città il lockdown pesa più che nelle zone periferiche o nei quartieri. 

Qui mancano i lavoratori degli uffici che sono nuovamente in smartworking, i negozi dello shopping che portano gente in centro sono chiusi e non stiamo neppure a parlare della situazione turistica. La domanda sorge dunque spontanea: per un commerciante il gioco vale la candela?

"Noi oggi abbiamo lavorato con i nostri soliti clienti. Qualche impiegato e gli uffici che ci sono ancora. Di lavoro non ne abbiamo e aprire significherebbe venire qui a perdere tempo", commenta un barista di via Garibaldi. Le contraddizioni del DPCM in atto portano qualcuno invece a sperare nel fine settimana perché, è vero che non si può uscire di casa se non per comprovati motivi di necessità, ma è anche vero che sono tante le categorie di negozi che possono sollevare le serrande e questo potrebbe portare un maggior numero di persone in via Po, via Garibaldi o via Roma nei giorni di sabato e domenica. 

C'è anche chi continua a lavorare normalmente come la parrucchiera di piazza Vittorio Emanuele che da giugno, approfittando della possibilità di occupare suolo pubblico davanti al prorpio esercizio commerciale, ha cominciato a tagliare i capelli all'aperto: "In questo primo giorno di lockdown per noi non è cambiato molto, ma a colpire è il silenzio che c'è". 

QUI il video del 6 marzo, l'inizio del primo lockdown

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