Martedì, 21 Settembre 2021

Torino omaggia la prima avvocata italiana: il suo ruolo riconosciuto dopo 37 anni | VIDEO

È Lidia Poet

"Quando passerò con mia figlia davanti a questa targa e mi chiederà chi era questa donna, le racconterò la sua storia". A dirlo è stata Chiara Appendino, la sindaca di Torino, durante la cerimonia che ha preceduto l'inaugurazione della la targa che ieri mattina - mercoledì 28 luglio - è stata intitolata a Lidia Poet. Avvocata e simbolo della lotta delle donne per vedere riconosciuti i propri diritti. 

È stata la prima donna avvocata italiana, ma prima che le venisse riconosciuto il titolo ha dovuto aspettare quasi 40anni. È l'avvocata Lidia Poet, nata nel 1855 è simbolo della lotta per le pari opportunità nel mondo dell'avvocatura italiana. Da ieri è stata intitolata una parte del parco che sorge di fronte al Palazzo di Giustizia di Torino. Si tratta dell’area giochi interna al giardino 'Nicola Grosa' che si trova fra i corsi Inghilterra e Vittorio Emanuele II e le vie Falcone e Cavalli. 

Lidia Poët, nata il 6 agosto del 1855 a Perrero in Val Germanasca e morta a Diano Marina il 25 febbraio 1949, è stata la prima donna ad essere iscritta all’Ordine professionale degli avvocati, ma il percorso per raggiungere questo obiettivo non è stato facile. Ottenuta la laurea a pieni voti il 17 giugno 1881, con una tesi sul diritto di voto alle donne, svolto il praticantato e superato l’esame di abilitazione alla professione forense, Lidia Poët nel 1883 ottenne l’iscrizione all’Ordine degli avvocati e procuratori di Torino.

L'iscrizione però venne annullata, prima da una sentenza della Corte d'Appello di Torino, su richiesta del Procuratore generale, e poi dalla Corte di Cassazione. L'avvocata Poët riuscirà, infine, ad ottenere l’iscrizione all’Ordine solo nel 1920, a 65 anni, a seguito dell’approvazione in Parlamento della Legge Sacchi, che autorizzava ufficialmente le donne ad entrare a far parte degli uffici pubblici.

"Rendiamo omaggio ad una donna che con intelligenza e caparbietà ha contribuito a sgretolare quel muro che sbarrava alle donne ogni strada che avrebbe potuto condurle ad aspirare ad un ruolo fuori dalla mura domestiche", ha spiegato la sindaca Chiara Appendino che ha concluso con un invito alle giovani donne: "c’è ancora molto da fare, ma essere donna non deve mai diventare ostacolo invalicabile per coltivare i propri sogni e raggiungere gli obiettivi prefissati. Come ci hanno insegnato Lidia e altre grandi figure femminili del passato, con volontà e determinazione, il divario fra i generi può essere ridotto".

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