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Ospedale Molinette, cambia l'appalto per il sistema di riscaldamento: licenziati 12 lavoratori

Appalto al massimo ribasso

 

Si occupano dei servizi di manutenzione dell'Ospedale Molinette di Torino. Alcuni di loro occupano quel posto di lavoro da oltre un decennio, ma di colpo in dodici su trentasei rischiano di perdere il posto di lavoro. Questo perché la Edison, nuova ditta appaltatrice del servizio, avrebbe confermato durante un incontro tenutosi in Prefettura il 29 settembre di non essere intenzionata a mantenere i livelli occupazionali. Questa mattina, martedì 13 ottobre, i lavoratori hanno presidiato l'ingresso del consiglio regionale del Piemonte e hanno chiesto un incontro con l'assessora al Lavoro, Elena Chiorino, e con l'assessore alla Sanità, Luigi Icardi. 

"Il cambio appalto alle Molinette è avvenuto il 1 ottobre e dodici lavoratori sono stati lasciati a casa a causa di un appalto pensato al minimo ribasso che ha fatto sì che il 33% della forza lavoro potesse essere lasciata a casa da un giorno all'altro", spiega Pippo De Masi della FIOM CGIL.

Si tratta di lavoratori che si occupano della manutenzione del sistema di riscaldamento e raffreddamento dell'ospedale che hanno sempre lavorato in 36: "Sia per ampiezza dell'ospedale, sia perché l'impianto è fatiscente sono necessari tutti i lavoratori. Gli interventi sono all'ordine del giorno. Chi è rimasto dentro all'ospedale in questo momento sta facendo straordinario. Al cambio di appalto Edison a parole aveva garantito l'assunzione di tutti, ma al momento della firma di sono arroccati", continua Pippo De Masi della FIOM CGIL.

I dodici lavoratori che sono stati licenziati al momento sono ancora in carico alla vecchia ditta appaltatrice, la Gemis: "La Gemis si è resa disponibile a tenerli in cassa integrazione. Va bene come soluzione ponte, gli ammortizzatori sociali si possono sfruttare se poi c'è uno sbocco lavorativo. Se invece è una strada verso il nulla non ci può interessare", spiega Pippo De Masi della FIOM CGIL.

"Vogliamo porre due problemi: il problema sociale dovuto a dodici lavoratori che da vent'anni lavorano alle Molinette e che senza un motivo vengono lasciati a casa; vorremmo anche parlare con l'assessore alla Sanità perché secondo noi questo non è un buon servizio dato dalla sanità pubblica all'utenza. In un momento di urgenza estrema dovuto al covid andremo ad aggiungere un'altra emergenza perché 24 lavoratori su 36 sono pochi", conclude il sindacalista. 

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