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In manette due imprenditori-padroni: sottopagati e in schiavitù i propri dipendenti

I due erano pronti a far perdere le proprie tracce

 

In manette due imprenditori di origine cinese, per loro l'accusa è di sfruttamento del lavoro. A portare a termine l'operazione che si è conclusa con le manette ai polsi per i due "padroni" è stata la Guardia di Finanza di Torino. 

I militari dopo aver effettuato diverse perquisizioni ad Agliè, Cuceglio e Montalenghe, hanno potuto accertare come un uomo e una donna - fratello e sorella - sottoponessero sistematicamente gli operai alle loro dipendenze a condizioni di lavoro estreme. 

Gli operai lavoravano presso l’azienda, le sedi operative e in alcune case private adibite a laboratori clandestini dove producevano migliaia di articoli in tessuto destinati poi a ulteriori lavorazioni. 

15 ore di lavoro giornaliere a una temperatura polare e con una paga di 0,30 cent l’ora - 5 euro al giorno. Nessun giorno di riposo e in stato di clandestinità dato che molti di questi erano irregolari sul territorio nazionale. Gli operai inoltre erano continuamente videosorvegliati. 

I due imprenditori erano pronti  far perdere le proprie tracce, ma i militari della Guardia di Finanza sono riusciti a fermarli prima che partissero per la Cina. I due adesso sono reclusi presso la Casa Circondariale “Lo Russo Cutugno di Torino”. 

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